28 ottobre 2021
Aggiornato 23:00
Libro verde sull’occupazione femminile, elaborato dalla direzione regionale Lavoro

Tibaldi: «Entro fine anno piano occupazione femminile regionale»

Le differenze retributive ancora esistenti tra uomini e donne, come emerge dall’indagine, devono essere, secondo Tibaldi, al centro della discussione tra istituzioni e parti sociali

«Abbiamo l’ambizione di costruire un piano per l’occupazione femminile, per il 2009 e il 2010, che intrecci le questioni che riguardano la contrattazione collettiva, che attiene al livello nazionale, con la contrattazione territoriale e aziendale sul territorio». Lo ha affermato l’assessore al Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi, intervenuta oggi alla presentazione, presso il Cnel, del libro verde sull’occupazione femminile, elaborato dalla direzione regionale Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili.

«Questa è la prima iniziativa che realizziamo sul libro verde - ha dichiarato l’Assessore - ma ne seguiranno altre su tutto il territorio regionale, che realizzeremo con le province e le parti sociali». L’obiettivo è quello di affrontare le diverse problematiche presenti sul territorio: «Come amministrazione regionale - ha sottolineato l’Assessore - abbiamo già realizzato il piano triennale per l’occupazione, che è stato il nostro primo atto, e adesso stiamo lavorando al Testo unico in materia di lavoro e al masterplan dei servizi per l’impiego».

Le differenze retributive ancora esistenti tra uomini e donne, come emerge dall’indagine, devono essere, secondo Tibaldi, al centro della discussione tra istituzioni e parti sociali: «Dal rapporto emerge - ha spiegato - che permangono forti differenziali salariali e retributivi tra uomini e donne. Un dato assolutamente esteso a tutto il Lazio, anche se esistono differenze nei mercati del lavoro locali, per esempio tra Roma e le altre province. Inoltre, permane - ha evidenziato l’Assessore - un utilizzo, che abbiamo scoperto essere spesso tutt’altro che volontario e gradito alle donne, del part-time che ha molto a che fare con l’organizzazione del lavoro. Molto spesso il part-time è associato al contratto a tempo determinato, e non a quello a tempo indeterminato»

Realizzare un modello adeguato di welfare di genere è un’esigenza che emerge dal rapporto, secondo l’assessore: «Si dovrebbe tenere conto - ha ribadito Tibaldi - di una generale insicurezza del lavoro, che riguarda gli uomini e le donne ma che chiaramente su queste ultime si riverbera con maggiore gravità. Il punto serio di questa partita - ha aggiunto - è che un welfare dovrebbe tener conto, alla luce di questa insicurezza, di strumenti che sostengano la transizione da un posto di lavoro all’altro, di sostegno al reddito diretto e indiretto, magari in termini di servizi. Certo è che alcuni provvedimenti - ha sottolineato - che si stanno assumendo proprio in questi giorni a livello nazionale e anche europeo, per esempio l’aumento del lavoro a 65 ore, non vanno certo in questa direzione. Il lavoro è complesso - ha concluso - e crediamo di aver messo a punto non solo un’iniziativa di ricerca, ma anche un documento con un respiro che va al di là della nostra regione».