30 novembre 2021
Aggiornato 06:30
Economia & Tessile

Svolta nel 2015? Fiducia, ma d'obbligo la prudenza

Cauta la presidente dell'Uib Marilena Bolli. Bene l'export, Il mercato interno resta incerto.

BIELLA - Pier Luigi Loro Piana, presidente di Ideabiella, ha dichiarato che il 2015 potrebbe essere l’anno della svolta. Gli ingredienti ci sono tutti, dalla svalutazione dell’euro al calo del prezzo del petrolio, e il sistema tessile è pronto per tornare a crescere. L’ottimismo, sempre ancora in chiave «cauta», ha caratterizzato la prima fiera di stagione, Pitti Filati, chiusa venerdì con risultati lusinghieri, e lo strascico del «chi ben incomincia è a metà dell’opera» sembra aver già contagiato gli espositori di Milano Unica, in programma da mercoledì 4 a venerdì 6, secondo grande banco di prova nazionale utile per testare il mercato.

Segnali di ripresa
Questa settimana sarà la volta dei tessutai, nel 2014 il gruppo d’élite che esporrà a Ideabiella ha portato a casa un aumento fatturato complessivo nettamente al di sopra della media nazionale. Nel complesso Biella si è ben difesa anche per quanto riguarda la filatura, con un - 0,8% nel III trimestre dell’anno passato, di molto inferiore al - 2.2% dei dati nazionali.
Il quadro sembra confortante, e nel breve spazio che separa i due appuntamenti clou della stagione vediamo se la pensa allo stesso modo Marilena Bolli, presidente dell’Unione Industriale Biellese.

Sistema Moda Italia ha da poco reso noti il preconsuntivo 2014 per la filatura, segnalando un brusco rallentamento della crisi. Pitti Filati si è chiuso positivamente. È  auspicabile una ripresa del settore tessile nel 2015? Quali sono le aspettative?
«Certamente stiamo percependo una ventata di fiducia che non si sentiva da tempo, ma la prudenza è d'obbligo per le numerose variabili che incidono comunque sull'incertezza degli scenari futuri. A livello nazionale le prospettive di crescita sono incoraggianti. Considerando la concomitanza di fattori positivi quali il calo del prezzo del petrolio, la diminuzione dei tassi di interesse a lungo termine, la ripresa del commercio internazionale e la svalutazione del cambio dell’euro, il Centro Studi di Confindustria prevede un aumento del Pil nel 2015 del 2,1% e un ulteriore rafforzamento della ripresa nel 2016 con un aggiuntivo 2,5%. Va rilevato, però, che il motore della ripresa è dato solo da fattori esterni mentre manca ancora una spinta propulsiva interna per la crescita. L’industria locale, fortemente orientata all’export, risente positivamente della congiuntura favorevole, un ottimismo che si respira anche fra gli stand delle fiere in corso, anche se prima di stilare bilanci si resta in attesa di vedere concretizzati gli ordini».

La vocazione all’export del tessile è nota, nei primi nove mesi del 2014 per le aziende biellesi è cresciuto del 2,4%.  A Pitti la presenza statunitense è stata massiccia, con un +30% di buyer. Sulla conquista del  mercato USA quanto influisce il buon cambio con il dollaro?
«Il cambio favorevole è un elemento importante per un distretto che, come quello biellese, vede negli Usa un importante mercato di riferimento. Da solo, però, questo fattore non può bastare a incidere sull’andamento dell’economia locale. Potranno beneficiare di questa spinta positiva quelle imprese che in questi anni hanno saputo lavorare bene, mettendo in atto una precisa strategia di internazionalizzazione e puntando sulla valorizzazione della qualità di prodotti e servizi: tutti questi elementi, insieme, vengono premiati da un mercato estero sempre più attento non solo al prodotto in sé, ma anche alla storia che esso racconta. Per le imprese di dimensioni ridotte, inoltre, la possibilità di affrontare mercati internazionali non da soli, ma più forti grazie a varie forme di partnership, è una strategia che spesso si rivela vincente».

Quali sono gli umori dagli imprenditori a ridosso o a chiusura delle fiere che si stanno svolgendo in questo momento?
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Come detto, prevale un generale senso di fiducia, di percezione di maggior dinamismo e vivacità sui mercati. Dopo le buone performance per i filatori, che scontano comunque ancora una congiuntura negativa, anche se in via di attenuazione, ora è la volta dei tessitori che attendono il «banco di prova» di Ideabiella dopo le buone performance registrate nel 2014, in cui è stata messa a segno una crescita del 6,49 per cento, superando i 2 miliardi di fatturato. grazie soprattutto alla dinamicità dell'industria laniera».

Ci sono possibilità di ripresa per il mercato dell’occupazione nel tessile? Il presidente di Sistema Moda Italia, Claudio Marenzi, parla di 2016. È una prospettiva che condivide?
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La ripresa occupazionale attesa nel 2016 non dipenderà solo dalla crescita della produzione industriale, ma anche dagli effetti attesi dello sblocco del mercato del lavoro in entrata. Si tratta di due componenti fondamentali che, insieme, potranno contribuire al ricambio generazionale. Si tratta di una fase delicata specialmente nelle nostre aziende, dove la capacità di trasmettere il know how si traduce in capacità di innovazione e competitività a livello internazionale».