20 febbraio 2020
Aggiornato 11:00
«Il principe della risata»

Totò è diventato Dottore delle Arti

«Ha unito il Paese quando c'erano spinte alla divisione» ha detto Renzo Arbore, nel corso della laudatio dedicata a Totò, al quale, su proposta dello stesso Arbore, la Federico II ha conferito la laurea ad honorem alla memoria, a 50 anni dalla sua scomparsa.

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NAPOLI - Principe e laureato. A 50 anni dalla sua scomparsa l'Università di Napoli Federico II, ha conferito ad Antonio de Curtis, in arte Totò, la laurea honoris causa alla memoria in "Discipline della Musica e dello Spettacolo. Storia e Teoria".
A volerlo fortemente e a sostenere questa prestigiosa onorificenza Renzo Arbore, da sempre appassionato del grande artista. «Totò ha il grande merito di consolarci dalla guerra, dai dolori, dai lutti, dai bombardamenti. Totò ci consolava perchè ricominciava a farci capire che si poteva sorridere perfino di quello».

Tra le autorità presenti alla laurea a Totò anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e il ministro della Cultura Dario Franceschini: «Io sono cresciuto a pane e Totò - ha raccontato il ministro - da bambino era una passione di mio padre e io l'ho trasmessa alle mie figlie. Ricordo come uno dei primi momenti tristi della mia vita quando arrivò la notizia della sua scomparsa».

Secondo il governatore della Campania Vincenzo De Luca Totò appartiene alla categoria delle grandi personalità destinate ad essere onorate solo dopo la morte: «Quando era in vita c'erano molti ambienti radical chic che guardavano a Totò come a un personaggio minore. Gli anni ci hanno aiutato a scoprire la grande umanità e la grandissima arte di Totò».

«Certamente questa 'laura', come avrebbe detto lui, sarebbe stata una rivincita contro le sue personali insicurezze», ha commentato Elena Anticoli De Curtis, figlia di Liliana e nipote di Totò, ricevendo dalle mani del rettore del'Università Federico II di Napoli la laurea honoris causa. «Nonno ha fatto scuola tra i banchi della strada. Questa è una grande onorificenza per lui. L'avrebbe guardata con un sorriso. Da lassù posso pensare cosa sta dicendo».