25 novembre 2020
Aggiornato 17:00
Consigli e dritte

Piante autofiorenti nane: cosa sono e perché sono apprezzate

La varietà di piante autofiorenti nane è tra le più apprezzate degli ultimi tempi, poiché garantiscono raccolti costanti e sono coltivabili anche da principianti

Corda di canapa
Corda di canapa Pixabay

La varietà di piante autofiorenti nane è tra le più apprezzate degli ultimi tempi, poiché garantiscono raccolti costanti e sono coltivabili anche da principianti. Naturalmente, selezionando varietà controllate e certificate, si potranno ottenere tutti i benefici legati ai nutrienti e ai principi attivi rilasciati da tali piante.

Il termine «nane» si riferisce, semplicemente, al fatto che crescono di meno rispetto alle altre specie, perché sono il risultato di un incrocio tra piante femminizzate (di Indica, o di Sativa) e la Ruderalis.

Qui saranno presentate le principali caratteristiche delle piante autofiorenti nane, così da valutare vantaggi e peculiarità di una delle varietà di semi di cannabis più apprezzate.

Piante autofiorenti nane: di che si tratta?

Partendo dal principio, è bene capire cosa s’intende con piante autofiorenti. Combinando la Sativa o l’Indica con la specie Ruderalis, contraddistinta per la resistenza e la resilienza anche a condizioni climatiche estreme, si è ottenuta tale varietà di semi di cannabis.

Come si può facilmente dedurre, si tratta di piante che non seguono il fotoperiodo e, in realtà, non richiedono particolari attenzioni affinché la coltivazione sia qualitativamente ottimale.

Dunque, si tratta di piante non stagionali che potrebbero garantire (all’aperto) raccolti durante tutto l’anno.

Allo stesso tempo, le autofiorenti sono caratterizzate da tempistiche più corte, dovute ad una fase vegetativa breve ed una conseguente fioritura abbastanza rapida. In circa 10 settimane, la coltivazione potrebbe già essere pronta per la raccolta e l'essiccazione.

Quando si parla, nello specifico, di piante autofiorenti nane, ci si riferisce a piante semplici da coltivare e con una grandezza contenuta, rispetto agli standard.

Bisogna menzionare nuovamente la Ruderalis, poiché è già una specie che, comparata alla Sativa e all’Indica, è molto più bassa.

In tal caso, però, questo potrebbe essere un vantaggio: la coltivazione indoor è più che perfetta per le dimensioni raggiunte dalle autofiorenti nane.

Piante autofiorenti nane: vantaggi e svantaggi

Per comprendere al meglio cosa comporta coltivare piante autofiorenti nane, è bene analizzarne eventuali svantaggi e vantaggi.

Prima di tutto, è stato già chiarito che, in termini di difficoltà, le autofiorenti sono adatte anche ai principianti.

In effetti, con soli piccoli accorgimenti, si potranno ottenere dei risultati più che ottimali. Tuttavia, si otterranno delle quantità di raccolto limitate rispetto a quelle raccoglibili da varietà non autofiorenti.

Si tratta di piante resistenti sia ai parassiti che a temperature avverse, dunque, si adattano facilmente a climi rigidi. Tuttavia, nei Paesi dove la coltivazione è concessa (e a prescindere dalle latitudini) si cerca sempre di garantire un’esposizione solare di 10/12 ore, così da ottenere un raccolto migliore.

Infine, rispetto ai semi standard, tale specie è al 99% femminizzata. Dunque, non ci si dovrà nemmeno preoccupare di eliminare piante di genere maschile; quelle che producono semi ed interrompono la fioritura.

Piante di cannabis: scopriamone le varietà

Ogni seme di cannabis presenta delle caratteristiche specifiche. In tal contesto, la genetica gioca un ruolo fondamentale per capire la tipologia di cannabis che si otterrebbe da un’eventuale coltivazione.

Per esser più specifici, è bene conoscere le principali tipologie di cannabis:

  1. Sativa: si tratta di una pianta originaria di zone calde ed umide, come quelle tropicali. Per genetica, raggiungono anche i 5 metri di altezza, con foglie appuntite e palmate. Ha prevalentemente effetti psicotropi se contenente elevate percentuali di THC;
  2. Indica: tipica di zone fredde, dalle estati brevi, come il Nepal o L’Himalaya. Ha dei tempi di fioritura più rapidi rispetto alla Sativa, ed una statura compatta e non eccessiva che la rende coltivabile anche indoor. Comporta effetti calmanti e sedativi, mentre la Sativa si rivela più energizzante;
  3. Ruderalis: è la specie che ha rivoluzionato il settore della cannabis. Trae le proprie origini dalle zone dell’Asia e della Siberia, e si distingue subito per le piccole dimensioni. Ha un’elevata resistenza e livelli di THC spesso inferiori al 3%.

Grazie alle ibridazioni attualmente fattibili, attualmente, si ha l’opportunità di acquistare piante autofiorenti nane e combinare le migliori caratteristiche di tali specie.

Tali informazioni sono necessarie per stabilire la tipologia di pianta che s’intende acquistare, considerando fattori prettamente soggettivi: tempistiche, fioritura, percentuale di THC e CBD, quantità di resina,etc.

Naturalmente, per acquistare piante autofiorenti femminizzate in maniera del tutto legale, bisogna conoscere le normative vigenti sul territorio italiano: qui è possibile ottenere le informazioni necessarie riguardo il quadro normativo sui livelli di THC da rispettare e le varietà adatte alla coltivazione.

Piante autofiorenti nane: consigli e dritte

Per coltivare alla perfezione piante autofiorenti nane, è necessario prestare attenzione a qualche piccolo dettaglio.

Prima di tutto, è importante evitare di travasare le piante da un vaso all’altro, perché sono già contraddistinte da un ciclo vitale limitato.

In questo caso, si potrebbe limitare il raccolto (già non troppo abbondante) o interrompere la fioritura stessa.

Nel caso di una coltivazione indoor, i più esperti hanno messo in evidenza i benefici dei raggi UV: garantiscono una maggiore riuscita del prodotto finale, accentuando l’aroma e l’odore.

In caso di coltivazione esterna, la luce resta ugualmente un elemento di cruciale importanza: garantisce la giusta crescita della pianta.

Anche lasciare che la pianta si idrati quanto basta è un fattore da non sottovalutare per far sì che la varietà acquistata mantenga attivi i principi e i nutrienti di cui beneficiare successivamente.

In linea di massima, non richiede alcuno sforzo eccessivo la cura di una tipologia autofiorente, ma è pur sempre indicato fornire le giuste cure alla pianta per ricavarne quanto desiderato.

Tutto ciò implica l’acquisto di semi autofiorenti di qualità garantita. Questi sono disponibili su shop online (come ad esempio quello di SensorySeeds) attrezzati per dare prodotti certificati.