15 novembre 2019
Aggiornato 00:30
Rapporto di coppia

Bebè in arrivo: consigli di sopravvivenza per la coppia

L’arrivo di un bambino in casa rappresenta una rivoluzione. Alcuni consigli per affrontare il cambiamento al meglio.

Famiglia
Famiglia Pixabay

L’arrivo di un bambino in casa rappresenta una rivoluzione, a cui non si è mai davvero preparati. Non si sa come si reagirà - e come reagirà il partner - a una nuova presenza, ritmidi vita stravolti, mancanza di sonno, nuove tensioni. Per far sì che i futuri genitori non vengano colti totalmente in contropiede, abbiamo chiesto alla dott.sa Elisa Simeoni, esperta di Guidapsicologi.it, di aiutarci a fare chiarezza su cosa succede a livello di coppia e come sopravvivere al cambiamento senza compromettere l’unità.

Cosa mette in crisi dopo la nascita di un bebè?

La nascita di un bebè rappresenta un evento unico e straordinario, anche se non privo di difficoltà. Nell’immaginario collettivo il bebè svolge la funzione di «collante» nella coppia; il che è vero quando ci si riesce a riorganizzare e rimanere uniti di fronte al cambiamento perché la realtà mette a dura prova le aspettative, soprattutto in assenza di un solido equilibrio previo.

Tra le difficoltà più comuni vi è la riorganizzazione dei ruoli all’interno della coppia e la gestione delle famiglie d’origine. Scontri quotidiani tipici riguardano i differenti stili genitoriali da adottare nei confronti del piccolo e le decisioni su «chi fa cosa» . Da non sottovalutare la cosiddetta «sindrome di abbandono» : l’ uomo potrebbe iniziare a sentirsi messo da parte e nutrire una sorta di gelosia del rapporto sempre più intenso tra la donna e il bambino, soprattutto se i rapporti sessuali subiscono una drastica riduzione. Niente paura, tutto questo ha una soluzione! Scopriamo come.

Sessualità: raccomandazioni

La sessualità è uno degli aspetti che mette a dura prova la coppia. Tuttavia è compito dei due partner mantenere la scintilla accesa o riaccenderla qualora sia andata persa. Approfittare dei momenti in cui il bambino dorme per ritagliarsi spazi di intimità, organizzare uscite serali affidandosi all’aiuto dei nonni, sono alcune delle strategie per mantenere vivo il rapporto.

Una raccomandazione per lui: ricordati che alla tua donna potrebbe servire qualche rassicurazione e complimento in più, per sentirsi ancora bella e attraente. Interessati a lei e al bambino, falle capire che non è sola nell’affrontare questo difficile cambiamento, che può contare sempre sul tuo aiuto!

Una raccomandazione per lei: tieni a mente che il tuo uomo potrebbe aver sofferto del calo di attenzioni manifestato dopo la nascita del bambino e averti sentita distante. Il consiglio è quello di fargli sentire la tua presenza. Cerca di ritagliare dei momenti solo per voi due e di renderlo partecipe nella quotidianità e nelle cure del figlio . Ne rimarrà sorpreso!

Momenti solo per la coppia

Certamente. È giusto prendersi dei momenti per ritrovare l’equilibrio , non solo come coppia , ma anche come persona . È possibile ritagliarsi questi spazi già nell’arco del primo anno d’età del bambino, ricorrendo all ’aiuto di nonni o amici . È fondamentale, sia per il proprio benessere psicofisico che per il benessere della coppia, riniziare a coltivare momenti di intimità con il partner e riprendere in mano passioni e hobby che erano stati messi in stand-by con l’arrivo del piccolo.

Bambino in camera o fuori?

Il bambino andrebbe tenuto nella camera dei genitori , almeno per i primi sei mesi di vita, o ancora meglio, fino al primo anno d’età, per alzarsi subito in caso di necessità e ridurre il rischio di morti improvvise legate al sonno. Attenzione però! In camera non significa nel lettone . È sconsigliabile tenere il bambino nel letto mentre si dorme poiché il timore di fargli male può portare a non dormire serenamente, oltre a impedire quei piccoli momenti di intimità. Il consiglio è quello di tenere la culla vicino così da monitorare il bambino e preservare la sfera affettiva e sessuale al tempo stesso.

Consigli per una buona comunicazione

La comunicazione all’interno di un rapporto è di grandissima importanza, ancora di più in momenti di vita così intensi come quello post-parto. È fondamentale parlare per comprendersi e non per accusarsi . Attenzione quindi alla modalità! Cerca di utilizzare frasi in prima persona che sottolineano come ti sei sentito/a («L’altro giorno mi sono sentito così...») e non in seconda persona che suonano ad accusa («L’altro giorno ti sei comportato male, Mi aspettavo che tu...»). Una buona comunicazione che mira ad esprimere i propri sentimenti e pensieri e ascoltare l’altro (invece di aggredire), permette di risolvere i problemi quotidiani velocemente e trovare con facilità un punto di incontro.

Come agisce il cambiamento fisico post gravidanza sulla psiche femminile?

I cambiamenti che la donna subisce durante il periodo della gravidanza e in quello immediatamente successivo al parto hanno un impatto importante sulla psiche femminile e sulla vita di coppia. Sbalzi ormonali, modificazioni corporee, fatiche derivanti dalle cure quotidiane del bambino, possono portare la neomamma a soffrire di ansia, bassa autostima e depressione , fino alla vera e propria
depressione post-partum , tanto più frequente quanto più sono presenti fattori di rischio e vulnerabilità (carenza di supporto emotivo, assenza di una rete famigliare e sociale, conflittualità con il partner, percezione di non essere competenti nel ruolo di madre, episodi di ansia e depressione durante il periodo della gravidanza, traumi precedenti, ecc.).
Per questo è importante parlarne e ricercare la vicinanza del proprio partner o della propria famiglia quando necessario. In alternativa, può essere d’aiuto rivolgersi a un professionista o a un consultorio.

Come salvaguardare il rapporto dopo la nascita di un figlio?

Salvaguardare il rapporto dopo la nascita di un figlio è un compito che richiede lo sforzo di entrambi . La donna deve riconoscere all’uomo il suo ruolo di padre, così come l’uomo deve proteggere e prendersi cura della diade madre-bambino. Mantenersi uniti davanti alle difficoltà è di primaria importanza perché nessuno si senta escluso dalla vita dell’altro. Il secondo consiglio è quello di non rifiutare aiuti provenienti dall’esterno e fare affidamento sulla famiglia allargata per continuare a godere degli spazi personali e condivisi. Terzo e ultimo consiglio: optare per la flessibilità , evitare visioni rigide e assolutistiche. Prediligere l’ascolto del partner, condividere pensieri e sentimenti e perché no, anche mancanze. In termini concreti significa ricoprire dei ruoli interscambiabili sia
nell’organizzazione quotidiana della casa che quella inerente alle cure del bambino.