18 dicembre 2018
Aggiornato 21:30

Esce «Vita ce n’è», il nuovo Ramazzotti riparte dall'amore

Eros Ramazzotti ritorna alla grande con Vita ce n’è, un messaggio d’amore forte e chiaro. Ecco cosa dice il cantante

Eros Ramazzotti e l'album Vita ce n'è
Eros Ramazzotti e l'album Vita ce n'è (ANSA)

Il nuovo album di Eros Ramazzotti ha un titolo evocativo: «Vita ce n’è», a significare che c’è sempre speranza, vita, amore – il sentimento più potente di tutti. Eros riparte dunque dall’amore, quel filo conduttore che, da sempre, ha accompagnato la carriera e le sue canzoni. «E’ un momento storico difficile per l’Italia, per il mondo – dice Eros – e c’era bisogno di un messaggio positivo, di un messaggio forte. L’amore lo è: quello per la musica e quello in generale. Le canzoni devono arrivare al cuore, devono avere la forza per emozionare e dare una spinta positiva. E’ quello che ho sempre fatto e quello che ho sempre sognato di fare».

Una musica internazionale
Il nuovo disco di Ramazzotti firmato Polydor esce in contemporanea il 23 novembre in 100 Paesi nel mondo. Sarà cantato in italiano, e in spagnolo per il mercato latino. Il titolo è una sorta di slogan e speranza, per tutti. «Racchiude il significato di tutto il disco – spiega Eros Ramazzotti – una ripartenza forte, un modo per dire andiamo avanti. Insomma, non è solo il titolo di un brano, ma un concetto più ampio e importante». La presentazione del suo nuovo lavoro è avvenuta a Milano, nel Castello Sforzesco di Milano. A fare da sparring partner Pippo Baudo, che l’ha visto salire sul palco del teatro Ariston a Sanremo nel 1984, quando ancora poco più che un ragazzino portava la sua «Terra Promessa» – una ‘promessa’ mantenuta. E, forse, lo rivedremo sul palco dell’Ariston a febbraio 2019, insieme a Claudio Baglioni.

Andare avanti
Nei momenti difficili – e proprio in questi – «bisogna guardare avanti […], bisogna essere forti e positivi», sottolinea il cantautore. E in «Vita ce n’è», di motivi per andare avanti ce ne sono 14 – il numero dei brani che compongono il nuovo album. Tra questi, anche un pezzo dedicato allo scomparso Pino Daniele: «Per me era un mito, come per intere generazioni, poi è diventato un amico – racconta Eros – All’inizio per i nostri diversi caratteri abbiamo avuto un rapporto conflittuale, sfociato poi in un bellissimo rapporto di grande rispetto e stima. Manca tanto al firmamento della musica italiana, per questo ho voluto dedicargli il mio lavoro. Era il minimo».

Molte le collaborazioni
Come ci ha spesso abituati, Ramazzotti anche in questo disco si avvale di diverse collaborazioni. Tra queste, artisti italiani come Jovanotti, Cheope, Federica Abbate ed Enrico Nigiotti. Tra gli artisti internazionali ci sono Helene Fischer, Luis Fonsi e Alessia Cara. «Le collaborazioni – ha poi spiegato  Eros – nascono dal genere delle canzoni, dalla sonorità del disco, dal successo che hanno certi personaggi, ma con tutti mi sono trovato bene».

Le sue preferenze musicali
Come molti suoi coetanei (non necessariamente artisti, ma anche ‘gente comune’) anche Eroso è legato a determinate epoche musicali. «Musicalmente – precisa Ramazzotti – sono legato agli anni Settanta, Ottanta e Novanta, ma ascolto anche cose di oggi. Mi piacciono Ghemon, Calcutta, Irama, Ultimo: ce ne sono tanti bravi che arrivano al cuore della gente. E io sono aperto a tutto: evviva la musica. Ma ai ragazzi dico: studiate e lavorate sodo. Se sono ancora qui è grazie al temperamento e al grande lavoro che si fa su ogni progetto senza cullarsi sui successi passati».

Un tour mondiale
«Vita ce n’è» è anche un tour mondiale. Debutterà a Monaco di Baviera il 17 febbraio 2019 ed è già sold-out. Ma il tour di Eros lo vedrà protagonista nei cinque Continenti, tra cui, ovviamente l’Europa e l’Italia: arriverà nei palasport a partire dal 2 marzo 2019 con prima data a Torino, poi dal 6 al 9 marzo quattro date a Milano e dal 12 al 16 quattro date a Roma. «A livello di spettacolo siamo ancora lavorando sulla scaletta – spiega Ramazzotti – ma il suono sarà top con musicisti di tutto rispetto. Vorrei inserire tante canzoni, ma un concerto non può durare più di due ore e mezzo: si stanca la gente e mi stanco anche io. Il mio tour del cuore? Quello con Jovanotti e Pino Daniele nel ‘94».