27 novembre 2021
Aggiornato 13:30
Rapporti sociali

Sai chi sono le tue vere amiche? Forse credi di saperlo

Un nuovo studio mette in luce l’incapacità delle persone di giudicare chi sia realmente amico o meno

TEL AVIV - Le amiche sono cattivi giudici. Ovviamente questo vale anche per il sesso maschile. Ma secondo una nuova ricerca condotto dall’Università di Tel Aviv e il Massachusetts Institute of Technology (MIT), le persone ormai non hanno più la giusta percezione dei legami di amicizia. E questo potrebbe compromettere – non di poco – la propria vita sociale e, di conseguenza, la serenità di ogni donna.

Cattivi giudici, perché?
«Abbiamo scoperto che giudichiamo molto male chi sono i nostri veri amici – spiega il ricercatore Erez Shmueli – E la nostra difficoltà a determinare la reciprocità di amicizia limita significativamente la nostra capacità di impegnarsi in accordi di collaborazione. Abbiamo imparato che non possiamo contare sui nostri istinti o sull’intuizione. Ci deve essere un modo oggettivo per misurare queste relazioni e quantificare il loro impatto».

I livelli di amicizia al giorno d’oggi
I ricercatori hanno condotto molti esperimenti sociali, analizzando un’infinità di dati al fine di comprendere quale impatto può avere un’amicizia nella vita di una persona. Durante lo studio sono stati esaminati studi che coinvolgevano 600 studenti provenienti da Israele, Stati Uniti e varie nazioni europee. Il team di ricerca è stato in grado di sviluppare un preciso algoritmo che considera l’amicizia percepita – il numero di amici che effettivamente una persona possiede. Esso, però, riusciva anche a fare la differenza tra l’amicizia unidirezionale e quella reciproca (o bidirezionale). I risultati della ricerca sono stati pubblicati su PLoS ONE.

È davvero amico tuo?
«Abbiamo scoperto che il 95 per cento dei partecipanti ritiene che i loro rapporti d’amicizia fossero reciproci. Se si ritiene che qualcuno è tuo amico, ci si aspetta l’altro la pensi allo stesso modo. Ma in realtà non è vero. Solo il 50 per cento di quelli intervistati sono stati assegnati alla categoria amicizia bidirezionale –  sottolinea Shmueli – Il nostro algoritmo non solo ci dice se un’amicizia è reciproca oppure no, ma determina in quale direzione l'amicizia è 'sentita' nelle amicizie unilaterali». Da ciò si evince che donne e uomini hanno completamente perso la capacità di giudicare chi è realmente amico o meno. Questo algoritmo servirà per mettere ancora più zizzania nei rapporti sociali?