25 ottobre 2020
Aggiornato 08:30
I due di nuovo insieme a teatro

Scanzi e Casale, «Il sogno di un'Italia»: 20 anni senza andare mai a tempo

Com’è stato possibile sopportare vent’anni Berlusconi? Come siamo arrivati a Renzi? Perché in Italia la norma è eccezione e l’anomalia immorale è spesso regola? Questo e molto altro nel nuovo spettacolo

Scanzi e Casale a teatro in Il sogno di un'Italia
Scanzi e Casale a teatro in Il sogno di un'Italia

ROMA - Com’è stato possibile sopportare vent’anni Berlusconi? Come siamo arrivati a Renzi? Perché in Italia la norma è eccezione e l’anomalia immorale è spesso regola? E’ quello che si chiedono Giulio Casale e Andrea Scanzi ne «Il sogno di un’Italia». Dalla morte di Enrico Berlinguer all’ultima fuga di Marco Pantani. Dall’edonismo degli Ottanta al sangue del G8 di Genova. Dopo il grande successo di pubblico di «Le cattive strade» sulle note di De André, i due tornano a teatro insieme con uno spettacolo ancora più personale e attuale di Teatro Canzone per parlare, questa volta, di Italia e delle sue cattive abitudini.

Il ritratto di un Paese attraverso le storie che l'hanno segnato, nel bene e nel male
1984-2004: due decenni che potevano cambiare l’Italia e non l’hanno cambiata. O forse l’hanno addirittura peggiorata. Restaurando e non rinnovando, come tanti piccoli gattopardi 2.0. «Il sogno di un’Italia» è il ritratto di un paese attraverso storie, istantanee e canzoni (da Bennato agli U2, da Gaber a Jeff Buckley, da De Gregori a Eddie Vedder). Sul palco sfilano miti e maestri, figure indelebili ed eroi quasi loro malgrado. Dal sacrificio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino alle parole disilluse di Mario Monicelli («La speranza è una trappola»), dalla promessa fatta e non mantenuta ad Antonino Caponnetto fino al Pantheon di fratelli maggiori che se ne sono andati troppo presto: Massimo Troisi e Ayrton Senna e il Pirata di Cesenatico.

Il sogno e la resistenza
In questo «Il sogno di un’Italia», dal sottotitolo dolentemente jannacciano («Vent’anni senza andare mai a tempo»), c’è la politica che non riesce più a generare appartenenza e c’è l’arte – musica, cinema, letteratura, giornalismo – che diventa fatalmente politica e dunque forse militanza. Un tempo «ragazzi selvaggi», ma solo nelle canzonacce dei Duran Duran, i quarantenni di oggi – la generazione di Casale e Scanzi - sognavano il cambiamento e si sono ritrovati prima Berlusconi e poi Renzi. Volevano la rivoluzione, ma solo nelle t-shirt. Cercavano un nuovo centro di gravità permanente, ma – per ignavia o quieto vivere - rischiano di avere inguaiato l’Italia. Uno spettacolo dedicato a chi quegli anni li ha vissuti, ma rivolto anche a coloro che oggi hanno 20-30 anni e si battono per un paese migliore. Ispirato al libro di Scanzi «Non è tempo per noi», «Il sogno di un’Italia» racconta vent’anni con spirito critico, conservando però il desiderio di una vera e definitiva ripartenza: del resto i buoni esempi non sono mancati e, forse, le eccellenze non mancheranno.

Le date

  • 4 e 5 MAR
    FIRENZE Teatro Puccini Ore 21.00

  • 9 MAR
    GENOVA Politeama Genovese Ore 21.00

  • 10 MAR
    TORINO Teatro Colosseo Ore 21.00

  • 1 APR
    MESTRE (VE) Teatro Corso Ore 21.00

  • 5 APR
    GINEVRA Casino Theatre Ore 20.00

  • 10 MAG
    TRIESTE Teatro Rossetti Ore 21.00