24 luglio 2019
Aggiornato 00:30
Un disco rock registrato in Irlanda e masterizzato a New York

Negrita, 13 brani per tornare alle radici

Si intitola «9» il nuovo album della band che ha assorbito l'esperienza del musical «Jesus Christ Superstar», che festeggia 40 anni con un allestimento in cui Ted Neeley è tornato a intepretare Gesù: la band lo ha portato al Teatro Sistina di Roma con l'orchestra e Pau nell'inedito ruolo di attore.

MILANO (askanews) - Un disco rock registrato in Irlanda e masterizzato a New York, 13 brani per tornare alle radici dei Negrita. Si intitola «9» il nuovo album della band che ha assorbito l'esperienza del musical «Jesus Christ Superstar», che festeggia 40 anni con un allestimento in cui Ted Neeley è tornato a intepretare Gesù: la band lo ha portato al Teatro Sistina di Roma con l'orchestra e Pau nell'inedito ruolo di attore.

«Abbiamo lasciato entrare lo spirito di quel musical, non tanto i contenuti ma l'esecuzione, il concetto musicale dell'album è entrato a pieno diritto nel lavoro che stavamo cominciando - ha spiegato Pau ad askanews - e lo si ritrova in tante forme: nei tempi ritmici, che sono la base di un pezzo di una canzone, nelle sonorità, nel modo di affrontare lo strumento e la composizione. Ogni nostro disco è figlio di un viaggio, questa volta senza movimento ma perlopiù dell'anima, mentale e culturale».

Il progetto del disco nasce dalla volontà di ricerca di una verità musicale, sul filo della critica ironica a una società basata sull'immagine, al centro del brano «Poser». «Volevamo fare una cosa completamente diversa, suonare per come siamo stati abituati sin dall'inizio, come rock and roll band, guardandoci negli occhi e cesellando le parti l'una sull'altra» ha continuato il cantante.

«La stessa musica diventa poser in questi anni, l'estetica domina sull'essenza: volevamo cambiare questo ordine di cose e far prevalere l'essenza» ha aggiunto Drigo. «Non vogliamo condannare i talent, anche se ci abbiamo ironizzato un po' in questo brano: diciamo che è l'unica speranza per i ragazzi di oggi - ha aggiunto Pau - capisci però che c'è qualcosa di sbagliato: se fossimo nati adesso avremmo anche noi provato con l'unica strada percorribile, una volta quando siamo nati noi te la dovevi costruire, nessuno ti metteva a disposizione un format televisivo e ti dava carta bianca, noi ci siamo conquistati ogni centimetro di quello che abbiamo adesso. Manca questo aspetto, che l'esigenza di verità anche musicale non sia più al centro».

I Negrita sul palco degli Onstage awards di Milano hanno presentato per la prima volta live il primo singolo «Il gioco», in rotazione radiofonica. Dal 23 marzo incontrano i fan nell'instore tour che parte da Milano, il 10 aprile parte dal Mandela Forum di Firenze il tour nei palasport, che li porterà in giro per l'Italia. «Abbiamo optato questa volta per portare una regia live con dei cameramen - ha raccontato ancora Pau - saremo ripresi per tutta la durata del concerto, sugli schermi saranno ripresi i negrita e soltanto i negrita. È la cosa più semplice che si potesse fare quindi probabilmente la più efficace».