15 settembre 2019
Aggiornato 22:00
Gamberi e canzonette

Cosa e dove mangiare a Sanremo durante il Festival della Canzone Italiana

Qualche idea condivisibile e qualche indirizzo affidabile per non incappare nei molti locali acchiappa turisti

SANREMO - Da una città di oltre cinquantamila abitanti residenti votata quasi totalmente al turismo ed al commercio, e dove almeno altrettante persone hanno una seconda casa ci si potrebbe aspettare un'offerta gastronomica coerente a tanto afflusso di umanità, ma in realtà così non è.

Edizione 65 per il Festival della Musica Italiana
Edizione 65 per il Festival della Musica Italiana ()

COSA DICONO LE GUIDE - Sono quasi 200 gli indirizzi in città recensiti dagli implacabili delatori di TripAdvisor, ma a ben guardare i locali poi inseriti nelle principali guide gastronomiche ( Michelin, L'Espresso, Touring Club e Gambero Rosso ), possiamo notare che i loro ispettori si limitano a citarne pochissimi. Qualche rara unità, nonostante la grande quantità di eventi più o meno rilevanti che affollano il calendario sanremese, eventi che portano in città una costante quantità di turisti.

Gamberi e carciofi di Sanremo
Gamberi e carciofi di Sanremo ()

I PRODOTTI DEL MARE - Le eccellenze, le grandi materie prime non mancano, a partire da tutto il pescato fresco che giunge giornalmente nelle pescherie, appena sbarcato da piccoli o grandi pescherecci. Il gambero testa viola resta il protagonista assoluto, proprio perché così dolce e persistente nel suo sapore iodato che è quasi un peccato cuocerlo. Quindi il principe della tavola sarà proprio lui, il gambero testa viola, il cui prezzo, a seconda dei periodi pesca, può oscillare dai 25 ai 75 euro, quindi meglio informarsi prima di ordinarlo.

La Sardenaira
La Sardenaira ()

L'ENTROTERRA - Tra i più interessanti d'Italia, e con un numero di Presidi Slow Food da record, l'entroterra sanremese produce piccole quantità di prodotti della terra di prima qualità, a partire dall'olio da olive Taggiasche, per proseguire con i fagioli di Pigna, Conio e Badalucco, inseguendo l'introvabile carciofo di Perinaldo (senza spine e dal curioso sapore di liquirizia), ritrovando stagionalmente il dolce aglio di Vessalico, e terminando la ricerca in montagna, alla scoperta delle tome di pecora di razza Brigasca. Oltre a ciò, beneficiando di un clima magnifico tutto l'anno, sono moltissimi gli ortaggi e i frutti che durante lo scorrere delle stagioni riempiono i banchi del mercato annonario, dove non ci si annoierebbe mai, cercando giornalmente prodotti diversi da portare in tavola.

Un raro carciofo di Perinaldo, tra lo chef Flavio Costa del 21.9 di Albissola Marina e il Patron Giacomo Ruffoni de La Conchiglia di Arma di Taggia
Un raro carciofo di Perinaldo, tra lo chef Flavio Costa del 21.9 di Albissola Marina e il Patron Giacomo Ruffoni de La Conchiglia di Arma di Taggia ()

PUBBLICO E VIP - Nonostante questo ben di Dio l'offerta è quella che è, perché sanremesi e sanremaschi (cittadini adottivi o autoctoni), sanno già dove andare per accontentare le loro necessità alimentari, mentre i turisti e i vip's affolleranno la deliziosa Piazza Bresca, colma di locali di vario genere, dove i piatti più gettonati saranno ancora gli spaghetti all'astice congelato anticipato da uno spritz accompagnato da immancabili cubetti di sardenaira, l'ottimo snack simbolo della città; sorta di focaccia che prima di essere infornata sarà stata ricoperta da salsa di pomodoro, aglio a spicchi, capperi, olive taggiasche, timo, acciughe ... insomma, tutto tranne il formaggio, dettaglio che la rende appetibile ad ogni ora della giornata.

Il cappon magro su ardesia
Il cappon magro su ardesia ()

CINQUE INDIRIZZI CINQUE - Le sicurezze per fortuna esistono, e anche qualche curiosa novità non manca mai, sperando sempre sia seguita da una confortante continuità. Ma per andare sul sicuro meglio affidarsi ad indirizzi inossidabili ed inattaccabili dalla salsedine. Paolo & Barbara, costosa e solida istituzione dove trovare il meglio del mare e della terra, compreso un monumentale cappon magro. Il Tortuga, vicino al Porto Vecchio, per una cucina famigliare -di terra e di mara- seria e materica, proposta a prezzi comprensibili. Alternativa curiosa e intrigante è rappresentata dall' Ittiturismo Motonave Patrizia, dove si mangia quel che si è pescato sul peschereccio di famiglia, beneficiando così di prezzi assai scontati e di una freschezza di prodotto garantita. Appena fuori città, verso Levante, ad Arma di Taggia, l'immarcescibile Conchiglia della famiglia Ruffoni, dove cucina e cantina temono pochi confronti in regione, mentre verso Ponente l'elegante Acquolina di Ospedaletti propone una ludica fusion cuisine siculo-ligure che farà viaggiare il palato lungo tutto il Tirreno.