24 agosto 2019
Aggiornato 17:30
Musica in TV

Maria De Filippi sul «consenso fighetto» di X Factor

Per la presentatrice il successo della trasmissione Sky «drogato da comunicazione. Carlo Conti non mi ha invitato a Sanremo. Ma credo che se lo facesse, la Rai lo fermerebbe».

ROMA - «Carlo Conti non mi ha invitato a Sanremo. Ma credo che se lo facesse, la RAI lo fermerebbe. A settembre avrei dovuto introdurre il programma in tre serate di Massimo Ranieri su Raiuno raccontando la sua storia. Avevo accettato ma arrivò un 'no' dai piani alti. Ero stata invitata anche a 'Domenica in', ma l'azienda ha opposto un rifiuto». Così Maria De Filippi, commenta in un'intervista pubblicata da «Chi» in edicola domani, l'ipotesi di una sua presenza in questa edizione di Sanremo targata Carlo Conti, che ospita diversi cantanti di «Amici» e «X Factor».

Consigli per Emma e Arisa
«Carlo Conti, a differenza di altri, ha sempre ospitato i ragazzi di 'Amici' nei suoi programmi e mi ha chiamato ogni volta per chiedermi il permesso», spiega Maria. La conduttrice dispensa anche un consiglio a Emma e Arisa, che saranno all'Ariston al fianco di Carlo Conti. «Emma e Arisa hanno vinto Sanremo, è bello che siano state scelte, ma il consiglio che darei loro è di stare dieci passi indietro rispetto al presentatore. Il loro lavoro è un altro e non devono avere paura di sbagliare».

Successo X Factor «drogato da comunicazione»
La De Filippi parla anche dell'ampio consenso che ha raccolto «X Factor» rispetto ad «Amici», che viene spesso criticato. «Credo che il 'consenso fighetto' di 'X Factor' sia dovuto a Sky: Mediaset non comunica che 'Amici', 'C'è posta per te' e 'Uomini e donne' sul web vincono largamente e in termini di visualizzazione video sono stra-primi. Andrea Scrosati (executive vice president programming Sky, ndr) è un genio della comunicazione, ha creato intorno a 'X Factor' un parlottio che supera qualsiasi dato. La comunicazione dei dati del programma transita attraverso il numero dei tweet, che alla fine non sono l'Auditel. E poi ha catalizzato intorno allo studio giornalisti e direttori».