16 ottobre 2021
Aggiornato 21:00
Talent show

X Factor 9, trionfa Giò Sada tra cantautorato e hardrock

Non ci crede ancora Giò Sada ed è sicuro solo di una cosa: vuole tornare a cantare insieme a tutta la sua band

MILANO - Tanto stanco ma chiaramente felice e soddisfatto il vincitore di X Factor 9 Giò Sada: «Dopo che Alessandro Cattelan ha detto il mio nome non ho capito più niente».

Un bel rapporto tra i finalisti
«Nel loft quest'anno si è creato un gruppo incredibile, eravamo tutti molto vicini - spiega Giò Sada - Tanto che con Shorty (terzo classificato) e gli Urban abbiamo creato un nostro gruppo, i Baelle squad. Baelle è un modo di dire barese un po' trasformato, che io dico spesso. Come quando si dice bella. L'idea è quella di fare un tour insieme. Il nostro obiettivo - sottolinea il 26enne di Bari - era arrivare tra i primi tre e ci siamo riusciti».

L'esperienza che aiuta sul palco
Giò è un bel ragazzo e non nasconde che questo potrebbe averlo aiutato a vincere ma afferma anche: «non sono mai cresciuto pensando di poter sfruttare la mia immagine». Dalla sua infatti, Giovanni ha una bellissima voce ed esperienza sul palco. «L'esperienza mi ha aiutato in occasione dei problemi tecnici avuti in puntata, quando non sentivo più la mia voce. In realtà quando fai concerti punk rock come me, ne avrò fatti circa 300, tu non senti mai la tua voce».

E Sanremo?
Della sua passione per l'hardcore punk cosa resterà? Archiviata l'esperienza di X Factor, con un contratto di un anno con la Sony in tasca, il prossimo passo per Giò potrebbe essere il Festival di Sanremo, come è già accaduto con Lorenzo Fragola lo scorso anno: «Mi piace il cantautorato come il rock. Ma soprattutto mi piace spaziare, non voglio avere limiti nella musica. Quindi dico sì a Sanremo se ho un buon pezzo da portare sul palco. Sennò è una zappa sui piedi. La mia priorità è tornare sui palchi a suonare con la mia band in modo più professionale».

Inseparabile dalla sua band
La sua vittoria il 26enne barese l'ha dedicata ai suoi genitori, alla sua città, alla sua gente ed anche alla sua band, i Bari Smooth Squad, «alla quale tengo tantissimo. Senza di loro non sarei qui. Quando ho firmato il contratto, ho chiesto di portarla sempre con me. Può anche uscire un progetto firmato Giò Sada ma voglio che loro suonino con me», sottolinea aggiungendo che, se si è presentato da solo ai provini, è solo perché «abbiamo pensato che fosse più facile. Lo abbiamo deciso insieme. Con loro avremmo portato un'attitudine che magari non era quella giusta per il programma, come è accaduto ai Traccia 24. E alla fine è stata una pensata giusta».

E su Elio
E su Elio, Giovanni non può che dire bene: «Ringrazio di essere stato assegnato a lui, era molto coinvolto e la sua determinazione mi ha aiutato e portato avanti. Anche se a volte le sue scelte mi hanno messo in difficoltà, credo siano state calcolate, anche perché il nostro è stato davvero un percorso strano. Ho cantato cose che non avevo mai cantato, che non conoscevo proprio. Ma sono state scelte con le quali io sono riuscito sempre a entrare in contatto». Oggi esce un Ep che contiene oltre all'inedito «Il rimpianto di te» altri 5 brani cantati durante il talent.