Fedez «Pop-Hoolista» o populista?
Il rapper milanese, appena entrato come giudice nella squadra di «X Factor » (e per questo duramente criticato dall'ambiente hip-hop), esce con un nuovo disco, il quarto, che non risparmia nessuno
MILANO - A «X Factor» fa la parte del cattivo che si commuove facilmente, nel nuovo album invece tura fuori tutta la rabbia da rapper duro e puro. Chi è Fedez? Per ora possiamo dire sicuramente un caso più unico che raro nel panorama discografico italiano: un ragazzo di 24 anni che dal nulla, che poi in questo caso vuol dire dal web, arriva a portarsi a casa 4 Dischi di Platino in poco tempo.
LE ORIGINI - Federico Leonardo Lucia, questo il nome d'arte, nasce a Milano il 15 ottobre 1989, vive in periferia, tra i palazzacci di Rozzano e Corsico. Entra nel mondo della musica grazie al freestyle, ma il successo arriva quando, nel 2011, lancia «Il mio primo disco da venduto» disponibile in download gratuito. Nel 2013 pubblica «Sig. Brainwash - L'arte di accontentare», che vende 180mila copie. «Pop-Hoolista» è il nuovo lavoro. Il suo primo concept album, sviluppato su 20 tracce che parlano dell'Italia di oggi, dei suoi vizi e dei suoi cliché.
L'ALBUM PIU' POLITICO - Un lavoro sperimentale, sia per i contenuti, con brani autobiografici, politici e di critica sociale, che per il genere: un mix tra rap, pop, punk, elettronica, reggae e persino musica melodica. «Pop-Hoolista» rappresenta una svolta, non solo perché Fedez ha scelto di invertire le fasi di lavorazione, partendo prima dal concept e sviluppando dopo le basi e i testi, ma anche perché sono tante le voci che hanno collaborato al suo fianco: Elisa, J-Ax, Noemi, Francesca Michielin, Malika Ayane, Boomdabash e Luciouz.
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