23 agosto 2019
Aggiornato 13:00
Società

Beyoncé supersexy come Marilyn, a favore delle donne

L'ex Destiny's Child, da sempre in prima linea contro la discriminazione di genere, ha posato per la copertina di «Out» per parlare apertamente di sessualità e parità. Scatti sensualissimi e audaci che celebrano anche il mito della Monroe

Più marketing che impegno, forse, ma ben venga se può contribuire alla causa. Beyoncé ha scelto di posare per la copertina di «Out», noto magazine dedicato al mondo omosex, in una versione davvero speciale. La bellissima popstar, 17 Grammy all'attivo e la nomina ad «artista femminile con più successo nella decade 2000-2010», si è fatta ritrarre dai quotatissimi fashion photographers newyorchesi Santiago & Mauricio in una posa sensualissima stile Marilyn.

Bellissimi scatti in bianco e nero in cui l'ex Destiny's Child appare con i capelli boccolosi e biondo platino alla Monroe, sguardo ammaliante e le mani a velare dolcemente i seni, coperta solo da una collana incrociata che segna appena le linee sinuose del suo petto.

Non solo gossip, dicevamo, perché l'artista si è «messa a nudo» per parlare apertamente di sessualità e parità di genere. «C’è ancora un doppio binario quando si parla di sessualità: gli uomini sono liberi, le donne invece no. Si può essere una donna d'affari, una madre, una femminista ed essere allo stesso tempo sensuale. Sono cose che non si escludono a vicenda!». Ben detto...

Da sempre in prima linea contro la discriminazione, anche sessuale, Beyoncé ha attaccato duramente «le vecchie lezioni di sottomissioni e fragilità» che «hanno fatto molte vittime e le donne in particolar modo ne hanno risentito». Viviamo in una società dominata e plasmata dagli uomini, e guardate dove siamo arrivati.

«La lotta femminista – ha proseguito la cantante – ha dato un contributo alla lotta per la parità, ma credo che i diritti umani e l'uguaglianza non siano da circoscrivere solo nella dimensione della donna e dell'uomo. Siamo tutti uguali e vogliamo le stesse cose: il diritto di essere felici, di essere solo chi vogliamo essere e amare chi vogliamo amare».

Parole sante, tanto più se consideriamo che mediamente, nel mondo occidentale e ancora di più nei Paesi in via di sviluppo, noi donne guadagniamo assai meno degli uomini (in America la differenza è di quasi il 25%), e abbiamo incarichi inferiori a fronte di una carriera scolastica ben più soddisfacente. «È come se una donna avesse dovuto lavorare fino a marzo 2014 per guadagnare quello che un uomo ha incassato nel solo 2013. E come se, correndo una maratona, dovessero fare sei miglia in più» ha detto Obama in occasione della firma dell'ordine esecutivo che vieta ogni forma di discriminazione salariale, limitatamente, almeno per ora, a chi lavora con il Governo.

Qualcosa si sta muovendo, almeno ci piace crederlo, anche da qui da noi, dove si torna a parlare di quote rose. Necessarie nel Belpaese, per carità, ma, permettetemelo, che tristezza...