6 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
Tesori di Hitler

Gurlitt fa causa allo Stato

Cornelius Gurlitt, l'ultraottantenne tedesco nella cui abitazione a Monaco di Baviera nel 2012 sono state ritrovate più di 1.400 opere d'arte sospettate di essere un bottino dei nazisti, ha fatto causa allo Stato dopo il sequestro delle tele

BERLINO - Cornelius Gurlitt, l'ultraottantenne tedesco nella cui abitazione a Monaco di Baviera nel 2012 sono state ritrovate più di 1.400 opere d'arte sospettate di essere un bottino dei nazisti, ha fatto causa allo Stato dopo il sequestro delle tele.

OBIETTIVO REVOCA DEL SEQUESTRO - Gli avvocati di Cornelius Gurlitt, figlio del collezionista d'arte degenerata Hildebrand Gurlitt, hanno annunciato di avere «presentato un ricorso davanti al tribunale di Augusta», nel sud della Germania, «contro la decisione presa il 23 settembre 2011 di perquisizione e sequestro» delle sue opere, secondo un comunicato. «L'obiettivo è quello di ottenere la revoca del sequestro e recuperare la collezione», hanno spiegato i legali.

Il tribunale amministrativo di Augusta ha confermato di avere ricevuto la richiesta e che prevede di esprimersi sull'argomento, senza fornire una data precisa. «Il signor Gurlitt e la sua difesa sono totalmente consapevoli della dimensione morale di questo caso», ha affermato uno dei suoi avvocati, Tido Park, citato nel comunicato.

PRONTI AL DIALOGO - Ma «il diritto e la morale vanno chiaramente distinti in una procedura giudiziaria e una simile procedura non va sviata per chiarire delle richieste di restituzione», ha aggiunto. L'altro difensore, Derek Setz, ha messo in chiaro che «visto l'immenso interesse mediatico e i dibattiti politici attorno alla vicenda, siamo legittimamente preoccupati della legalità della procedura» che colpisce la collezione del signor Gurlitt.

Il sequestro della collezione non può essere giustificato, secondo i due avvocati, solamente dal sospetto di frode fiscale.
Gurlitt si è detto pronto a «dialogare» con eventuali richiedenti e ha ribadito di avere «coscienza della sua responsabilità morale», chiedendo un accordo amichevole sulle opere «la cui origine sarà eventualmente problematica».

Lunedì, gli avvocati avevano indicato di essere in trattativa con sei potenziali aventi diritto per delle opere che rappresentano il 3% del totale sequestrato.