18 maggio 2024
Aggiornato 21:00
Cinema | Festival di Roma

Lungo applauso al Festival di Roma per il film in concorso «Dallas buyers club»

Ispirato alla vera storia di un cowboy texano omofobo (Matthew McConaughey) che nel 1985 usò e contrabbandò medicine alternative a quelle ufficiali per combattere l'Aids. La sua prognosi era di 30 giorni e riuscì a vivere ancora sette anni

ROMA - Lungo applauso della stampa al Festival di Roma per il film in concorso «Dallas buyers club», ispirato alla vera storia di un cowboy texano omofobo (Matthew McConaughey) che nel 1985 usò e contrabbandò medicine alternative a quelle ufficiali per combattere l'Aids. La sua prognosi era di 30 giorni e riuscì a vivere ancora sette anni. Nella sua lotta contro la medicina ufficiale e la Food and Drug Administration che vietava alcune cure, il texano macho e donnaiolo divenne amico di un giovane transessuale (Jared Leto), e aiutò molti di quegli omosessuali che fino ad allora aveva detestato. Il film diretto da Jean-Marc Vallée è soprattutto un atto di accusa contro l'omofobia e contro il sistema sanitario nazionale americano e le lobby delle industrie farmaceutiche.

McConaughey e Leto, dimagritissimi nel film, sembrano due possibili candidati all'Oscar per le loro splendide interpretazioni. Oggi, ospite del festival, Leto ha affermato: «Questa sceneggiatura a Hollywood ha girato 15 anni prima che se ne riuscisse a trarre un film» e ha ricordato: «Nel 1985 se prendevi l'Aids eri condannato: era terrificante, un periodo difficilissimo per quella comunità. Il film ricorda la verità di quell'epoca».

Leto, attore e musicista dei «30 seconds to Mars» ha rivelato di aver avuto «un grande amore per questo personaggio, che si identifica semplicemente con un genere diverso, non è interessato al glam. Io ho cercato di non chiuderlo in un cliché, visto che di solito questi personaggi sono messi un po' in ridicolo». Per interpretarlo ha detto di aver «ascoltato le parole dei trans gender con una vita simile, iniziando a scoprire il mio lato femminile: è stato un processo incredibile e impegnativo».

Leto non girava un film da sei anni, perché impegnato con la sua band: al festival ha rivelato che verrà a suonare a Roma a fine febbraio, e che il suo cuore continua a battere per i film indipendenti «come Gomorra, un film stupendo» ha concluso.