10 dicembre 2019
Aggiornato 03:30

Applausi per la sfida «In solitario» di Cluzet

Film di Christophe Offenstein presentato nella sezione per i ragazzi «Alice nella città» e in uscita nelle sale italiane dal 21 novembre con Lucky Red. Si tratta del primo lavoro da regista di Offenstein, capo operatore di tante pellicole

ROMA - Applausi al Festival Internazionale del Film di Roma per «In Solitario», film di Christophe Offenstein presentato nella sezione per i ragazzi «Alice nella città» e in uscita nelle sale italiane dal 21 novembre con Lucky Red. Si tratta del primo lavoro da regista di Offenstein, capo operatore di tante pellicole come «E ora dove andiamo» di Nadine Labaki e «Piccole bugie tra amici» di Guillaume Canet, che ha messo a frutto anche la sua passione per lo sport e per le sfide - ha partecipato alle Parigi-Dakar in moto - per raccontare la storia di una grande avventura, una gara estrema, ma soprattutto una storia umana.

BRAVISSIMO CLUZET - «In solitario» è il sogno che si realizza di Yann Kermadec, un bravissimo Francois Cluzet, quello di «Quasi amici», il secondo dello storico skipper Franck Drevill (Guillaume Canet), che all'improvviso si ritrova a dover sostituire il suo amico nella famosa Vendée Globe, il giro del mondo in barca a vela in solitario. Una gara lunga, faticosa e non per tutti, ma che lui vuole vincere a tutti i costi. Sul più bello, però, Yann scopre di avere con sè un giovane passeggero, un ragazzo di 16 anni nato in Mauritania che vorrebbe raggiungere la Francia per farsi curare per un problema respiratorio, e vedendo la bandiera francese sulla sua barca di passaggio alle Canarie, dove lo hanno abbandonato degli scafisti, tenta la fortuna e sale a bordo.
Da quel momento la gara prende tutta un'altra piega . Un film tutto girato in pochi metri di barca a vela, tra le onde e il vento, una sfida quasi impossibile ma soprattutto una grande avventura umana.