14 novembre 2019
Aggiornato 15:30
Cinema | Festival di Roma

Tsui Hark riceverà il Maverick Director Award

Il nuovo film di Hark, «Young Detective Dee: Rise of the Sea Dragon 3D» (Di Renjie zhi shendu longwang 3D), sarà presentato Fuori Concorso in prima internazionale dopo la cerimonia di premiazione

ROMA - Tsui Hark riceverà il Maverick Director Award durante l'ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, che si svolgerà dall'8 al 17 novembre presso l'Auditorium Parco della Musica, con la direzione artistica di Marco Muller. Il premio al regista, produttore e sceneggiatore che ha guidato la rivoluzione del cinema di Hong Kong a partire dalla fine degli anni '70, verrà consegnato da uno dei primi esegeti in Europa del «fenomeno» Tsui Hark, il celebre regista francese Olivier Assayas, autore di «L'eau froide», «Demonlover», «Clean», «Qualcosa nell'aria», tutti selezionati nei maggiori festival internazionali, e vincitore di un Golden Globe per la mini-serie tv «Carlos». L'evento Maverick Director Award verrà completato da una Masterclass con Tsui Hark, moderata da Olivier Assayas e Giona Nazzaro.

Il nuovo film di Hark, «Young Detective Dee: Rise of the Sea Dragon 3D» (Di Renjie zhi shendu longwang 3D), sarà presentato Fuori Concorso in prima internazionale dopo la cerimonia di premiazione. L'atteso prequel di «Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma» (Di renjie, 2010), pluripremiato kung fu fantasy storico, è il secondo film realizzato in 3D da Tsui Hark dopo «Flying Swords of Dragon Gate», interpretato dalla star delle arti marziali Jet Li. Il festival 2013 premia uno dei maggiori cineasti contemporanei con il Maverick Director Award, riconoscimento dedicato ai maestri che hanno contribuito a inventare un cinema nuovo, fuori dagli schemi.

«Puoi magari pensare di trovarlo al punto dove l'avevi lasciato, ma ogni volta Tsui Hark sarà già oltre. Perché non ha mai smesso di sperimentare, scavando dentro i generi, esplorando i confini delle tecnologie proprio mentre ne segue l'evoluzione continua - ha detto Muller - ha ripensato la tradizione cinematografica cinese, fatto esplodere codici e convenzioni del cinema occidentale. È riuscito a riscrivere i modi di produzione, dimostrando, ieri, come combinare low-budget e spettacolo intelligente, e oggi, come continuare a rischiare (vincendo la scommessa) anche di fronte ai budget giganteschi messi a disposizione dalle nuove majors cinesi».