27 maggio 2020
Aggiornato 18:30
Intervista al settimanale «A»

Albanese: Le primarie del PD? Siamo vicini all'esaurimento nervoso

«Se chiami un idraulico per aggiustare il lavandino e quello ti fa altri danni, insistere con lo stesso idraulico è da matti. Il cinema serve anche a questo, a far riflettere. E io uso il modo che conosco meglio, rendere ridicoli i personaggi. A differenza di altri colleghi che preferiscono la satira, io cerco il lato grottesco»

ROMA - Antonio Albanese ha commentato ironicamente le primarie del centrosinistra e in un'intervista al settimanale «A», in edicola da domani, ha detto: «Una straordinaria operazione di marketing, che ha ridato vita al Pd e anche alla società civile. Ma come si fa a innamorarsene se chi partecipa si scanna, si scambia accuse terribili pur di strappare qualche voto ai contendenti».

«L'elettorato ha bisogno di serenità - ha aggiunto il comico - ora che vinca questo o quello non cambia. Hanno avuto tutti visibilità, Pd compreso: bravi tutti, anche il compagno Tabacci. Viene da dire che siamo davvero a un quarto d'ora dall'esaurimento nervoso». Il comico tornerà al cinema dal 13 dicembre con il nuovo film «Tutto tutto niente niente», in cui a suo parere ci sono molto presagi sulla situazione politica: dal comico genovese (interpretato da Paolo Villaggio), che diventa presidente del Consiglio, al cattolico praticante che vuole farsi beatificare da vivo, fino alla guerra scriteriata e furibonda per le «vere primarie» fra i tre protagonisti: Cetto, Frengo Stoppato e Olfo Favaretto (personaggio creato apposta per il film).

Le risate che vuole suscitare Albanese sono però sintomo di preoccupazione: «Se chiami un idraulico per aggiustare il lavandino e quello ti fa altri danni, insistere con lo stesso idraulico è da matti. Il cinema serve anche a questo, a far riflettere. E io uso il modo che conosco meglio, rendere ridicoli i personaggi. A differenza di altri colleghi che preferiscono la satira, io cerco il lato grottesco. Beppe Grillo? È il suo modo di fare che non mi piace, alcune intenzioni sono invece del tutto condivisibili. Diciamo che è riuscito a recuperare al gioco democratico chi nella vita non sarebbe più andato a votare».

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