6 aprile 2020
Aggiornato 01:00
Organizzato presso la Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca

Madonna a Mosca, poster bruciato e «offese» dal vicepremier

Alla base della lugubre cerimonia sembrerebbe esserci l'appoggio di Madonna alla band punk «Pussy Riot», le cui componenti rischiano il carcere con l'accusa di teppismo e incitamento all'odio religioso per aver suonato una 'preghiera punk' anti-Putin nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca

MOSCA - Un rogo in perfetto stile Santa Inquisizione. I rappresentanti dell'Unione dei portabandiera ortodossi hanno bruciato un poster con una foto della cantante Madonna, che è in Russia per una serie di concerti ed è già andata incontro a roventi critiche e persino a un allarme attentato, laciato dall'ambasciata americana a Mosca. «Non siamo contro le persone: noi siamo contro il peccato» ha spiegato il capo dell'Unione, Leonid Simonovich-Niksic dopo il rogo organizzato presso la Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca.

Il poster raffigurava la pop star seduta su un trono - Alla base della lugubre cerimonia sembrerebbe esserci l'appoggio di Madonna alla band punk «Pussy Riot», le cui componenti rischiano il carcere con l'accusa di teppismo e incitamento all'odio religioso per aver suonato una 'preghiera punk' anti-Putin nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca a febbraio. Il poster raffigurava la pop star seduta su un trono. «Si siede come una sorta di imperatore» ha detto Simonovich-Niksic, che dopo il rogo ha proclamato. «E' volata giù all'inferno: abbiamo scacciato il Demone».
L'Unione dei «portabandiera» ortodossi è una organizzazione operante sul territorio russo fin dal 1992: il suo obbiettivo è rinforzare e propagare la fede ortodossa, restaurare la monarchia assoluta e rilanciare la coscienza nazionale russa e il patriottismo imperiale in tutto il paese.

Le «offese» del vicepremier russo - Il vice premier russo Dmitry Rogozin ha utilizzato un epiteto osceno per la cantante Madonna, commentando nel suo Twitter il recente discorso della rock star in difesa delle Pussy Riot. Anche se il nome di Madonna nella dichiarazione non compare mai, il riferimento è fin troppo chiaro dal contesto e dalla successiva corrispondenza con i follower di Rogozin. «Ogni p... con l'età tende a tenere lezioni sulla morale, in particolare durante le visite all'estero» ha scritto Rogozin. Segue poi commento di Aleksandr Oleynik: «Lei parlava di Libertà. Le lezioni, le tengono i funzionari di stato, da tutti i canali federali». Ma il vice premier, nonchè capo della Commissione Militare-Industriale e inviato presidenziale per la difesa antimissile e l'interazione con la NATO, ha tenuto a replicare nel suo stile abituale: «O ti togli la croce, o ti metti le mutande».

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