4 aprile 2020
Aggiornato 05:00
Confermate invece le condanne a due anni alle altre due componenti della band

Russia: niente condanna per una Pussy Riot

Katja Samutsevich sarebbe riuscita soltanto a salire all'altare, indossare un cappuccio e prendere la chitarra, dopodichè è stata subito presa dalla sicurezza dalla chiesa. Non avrebbe dunque eseguito la preghiera anti Putin nella principale cattedrale di Mosca

MOSCA - La Corte di Appello di Mosca ha sospeso la pena a due anni di carcere comminata a Ekaterina (Katja) Samutsevich, una delle tre Pussy Riot, che nelle ultime ore ha adottato una linea di difesa diversa dalle altre due componenti del gruppo, per le quali invece la pena è stata confermata.
Secondo i suoi nuovi avvocati, Samutsevich avrebbe avuto colpe minori rispetto alle altre due esponenti della band, perchè «riuscita soltanto a salire all'altare, indossare un cappuccio e prendere la chitarra». «Dopodichè, è stata subito presa dalla sicurezza dalla chiesa» ha detto il suo legale Irina Khrunova. Insomma non avrebbe eseguito la preghiera anti Putin nella principale cattedrale di Mosca. Confermata invece la condanna a due anni di carcere per le altre due esponenti della band, Nadezhda Tolokonnikova e Maria Alekhina.

Amnesty: Il primo rilascio solo mezza misura - La decisione di un tribunale di Mosca di condannare con sospensione della pena e rilasciare Ekaterina Samutsevich e di confermare le condanne carcerarie per Maria Alekhina e Nadezhda Tolokonnikova è solo una mezza misura verso l'ottenimento della giustizia per le tre componenti del gruppo punk femminista Pussy Riot, ha dichiarato Amnesty International.
«Ogni decisione che riduce l'ingiusta detenzione delle tre donne è benvenuta. Ma che nessuno ci caschi - oggi non è stata fatta giustizia. Il governo ha introdotto numerose nuove restrizioni alla libertà di espressione nei mesi scorsi. Come questa sentenza dimostra, l'ordinamento giudiziario russo non offre molta protezione a chi si oppone», ha affermato David Diaz-Jogeix, vice direttore per il Programma Europa e Asia centrale.
«Innanzitutto le tre donne non avrebbero dovuto essere perseguite. Inoltre Maria Alekhina e Nadezhda Tolokonnikova devono essere rilasciate immediatamente e senza condizioni», ha aggiunto David Diaz-Jogeix.
L'organizzazione considera le tre componenti delle Pussy Riot condannate - Maria Alekhina, Ekaterina Samutsevich e Nadezhda Tolokonnikova - prigioniere di coscienza ingiustamente processate e condannate solo per la pacifica espressione delle loro opinioni.

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