17 ottobre 2019
Aggiornato 12:31
Musica | Morte Michael Jackson

Michael Jackson, il testamento è falso

Sono passati oltre tre anni dalla morte di Michael Jackson, ma l'eredità del Re del Pop continua a far gola a tanti, specialmente ai suoi fratelli. Il testamento però - così com'è redatto - non lascia spazio ad ambigue interpretazioni: a beneficiare del patrimonio di Jacko sono esclusivamente la madre Katherine e i figli

LOS ANGELES - Sono passati oltre tre anni dalla morte di Michael Jackson, ma l'eredità del Re del Pop continua a far gola a tanti, specialmente ai suoi fratelli. Il testamento però - così com'è redatto - non lascia spazio ad ambigue interpretazioni: a beneficiare del patrimonio di Jacko sono esclusivamente la madre Katherine e i figli Prince, 15 anni, Paris, 14, e Blanket, 10. Come esecutori testamentari, a guardia del patrimonio fin quando i ragazzi non avranno raggiunto la maggiore età, sono stati nominati dallo stesso Michael i suoi due avvocati, John Branca e John McClain. Ed è proprio contro i due legali che si sono scagliati cinque degli otto fratelli di Jacko.

LA DENUNCIA DEI FRATELLI - «Quando il testamento fu convalidato eravamo ancora scossi dalla morte del nostro amato fratello e non ci accorgemmo di ciò che adesso è lampante a tutti: il testamento è un falso - si legge sulla lettera firmata da Janet, Rebbie, Tito, Randy e Jermaine Jackson, inviata ai due avvocati -. Avete fallito come esecutori testamentari, ma non avete fallito nell'approfittarvi di un'intera famiglia. Nostro fratello ci aveva detto, nei mesi che precedettero la sua morte, che vi disprezzava entrambi - prosegue la lettera, pubblicata dal Sun - e che non voleva che nessuno di voi avesse più niente a che fare con la sua vita e con tutto ciò che riguardava le sue proprietà».

ABBIAMO LE PROVE - I cinque fratelli di MJ mettono in dubbio l'originalità della firma che appare sul testamento. Secondo loro Michael il 7 luglio del 2002, giorno dell'apposizione della firma sulle sue volontà, non si trovava a Los Angeles, come riportato dal documento, bensì a New York. Janet, Rebbie, Tito, Randy e Jermaine sostengono di aver le prove che dimostrano la falsità del testamento. La figlia Paris, dal canto suo, non sembra per nulla contenta di questo teatrino messo su dagli zii, preoccupata che la fastidiosa contesa possa influire negativamente sulla salute di nonna Katherine.