29 settembre 2020
Aggiornato 22:00
Intervista a «La Stampa»

La verità di Mitch Winehouse

A un anno dalla morte della cantante, il padre pubblica un libro: «Aveva dei problemi, certo. Ma nessun lato oscuro. Sono stati l'alcol e la droga a trasformarla. La gente crede che si possa scegliere di smettere. Non è così. È come un tumore»

MILANO - «Era una ragazza magnifica, anche quando era malata. Era allegra, generosa, amava la sua famiglia. Ed era mia figlia». Esordisce così Mitch Winehouse parlando della figlia Amy, scomparsa a 27 anni il 23 luglio dell'anno scorso. «Aveva dei problemi, certo. Ma nessun lato oscuro - racconta in un'intervista a La Stampa -. Sono stati l'alcol e la droga a trasformarla. La gente crede che si possa scegliere di smettere. Non è così. È come un tumore».

LE COLPE DELL'EX MARITO - Per l'ex tassista londinese, la colpa dei problemi di Amy è dell'ex marito Blake Fielder Civil: «Nel 2006 muore mia madre - spiega -, un riferimento per Amy, e subito dopo arriva Blake. E' quello il punto di rottura». Mitch Winehouse definisce Fielder Civil «il più gigantesco sacco di sterco a cui Dio abbia consentito di respirare sulla faccia della terra». E ricorda: «Un giorno Amy era in riabilitazione. Un amico di Blake arrivò con un mazzo di fiori. Dentro c'era della cocaina. I medici mi chiamarono subito». Ma Amy lo amava: «Lo so. Non ho mai capito perché. L'ho messa in guardia mille volte. Del resto quando ero giovane anche la madre di Janis, la mia ex moglie, diceva che io non ero adatto a lei».

NON ESISTE NESSUN CLUB DEL 27 - A neanche un anno dalla sua morte, Mitch Winehouse ha deciso quindi di pubblicare una biografia: «E' per non restare schiacciato dal dolore» e «raccogliere fondi per la fondazione intitolata ad Amy che si occupa di bambini svantaggiati». Ma soprattutto «per far capire a tutti la sua vera personalità». Amy Winehouse è morta a 27 anni, come Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin e altre rockstar. «E' ridicolo. Non esiste nessun club dei 27. Esisteva Amy. E semplicemente era la più brava di tutti», conclude il padre.