1 marzo 2024
Aggiornato 04:00
Morte Amy Winehouse

Winehouse, l'indagine sulla morte forse dichiarata «illegale»

Non sono sufficienti i requisiti del medico legale che ha svolto l'inchiesta. Intanto la famiglia della Winehouse cerca tutele dopo il pasticcio del coroner

LONDRA - L'inchiesta sulla tragica morte di Amy Winehouse, uccisa dall'alcol a 27 anni il 23 luglio scorso a Londra, potrebbe essere dichiarata «illegale». E' emerso infatti che il coroner, l'ufficiale incaricato delle indagini nei casi di morte sospetta o violenta, non avesse i requisiti sufficienti per svolgere il suo compito.
Secondo quanto rivelato dal Sun, Suzanne Greenaway era stata nominata vice-coroner dal marito, il dottor Andrew Scott Reid, senza essere iscritta alla Law Society come avvocato da almeno cinque anni, come richiede la legge. Greenaway, che è presente nell'albo da due anni e mezzo, si è dimessa dal suo incarico a novembre. Ora circa una trentina di inchieste che ha condotto, tra cui quella sulla morte accidentale della cantante di Rehab, potrebbero essere dichiarate illegali. Il procedimento non è dei più facili, dato che per arrivare a ciò bisogna ricorrere all'Alta corte, ha spiegato il tabloid.
Il marito ha ammesso il pasticcio: «A novembre è divenuto chiaro che ho fatto un errore nel processo di nomina. Sebbene confidi nel fatto che le inchieste sono state fatte correttamente, mi scuso se ciò può aver provocato preoccupazioni», ha dichiarato ieri il Coroner di Inner North London.

La famiglia della Winehouse cerca tutele dopo il pasticcio del coroner - La famiglia di Amy Winehouse intende tutelarsi e ha deciso di informarsi per vie legali, dopo il «pasticcio» commesso dal coroner che ha indagato sulla morte per alcol della cantante di «Rehab».
In un comunicato, i familiari della star, morta a 27 anni il 23 luglio 2011, hanno spiegato: «La famiglia Winehouse si sta informando sulle implicazioni di questa vicenda e deciderà ogni ulteriore discussione con le autorità se necessario».