6 giugno 2020
Aggiornato 16:00
Festival del Cinema di Roma

Disney lancia Il Re Leone in 3D, aspettando Tim Burton

Il produttore Don Hahn: Con Tim film animazione 3D bianco e nero. Richard Gere: recito ma la priorità sono famiglia e buddismo

ROMA - Il Re Leone è stato presentato al Festival di Roma nella nuova versione in 3D, e dopo aver guadagnato 100 milioni di dollari al botteghino Usa l'11 novembre uscirà nei cinema italiani. «Nessuno alla Disney si aspettava un successo del genere, ma credo che il film richiami ancora tanto pubblico perché ha elementi presenti in Amleto ma anche nella Bibbia: storie antiche che il pubblico non si stanca di sentire» ha spiegato Don Hahn, produttore anche di altri grandi film d'animazione Disney come La bella e la bestia a Chi ha incastrato Roger Robbit.
Hahn ha annunciato che nei prossimi 18 mesi usciranno in 3D anche La bella e la bestia, La sirenetta e Nemo, ma ha sottolineato che la Disney punta anche sull'innovazione: «Stiamo girando con Tim Burton un film d'animazione in bianco e nero in 3D» ha rivelato, spiegando che si tratta di un lavoro che coinvolge 160 persone, molto innovativo, ispirato ad un corto che lui realizzò negli anni Ottanta, e che uscirà in Usa ad ottobre 2012.

Richard Gere: recito ma la priorità sono famiglia e buddismo - E' il giorno di Richard Gere al Festival di Roma: l'attore americano questa sera incontrerà il pubblico, mentre domani riceverà il Marc'Aurelio d'oro durante la cerimonia conclusiva del festival. «Nel vostro Paese nel '79 ho ricevuto il primo premio internazionale della mia vita, il David di Donatello. Amo l'Italia e gli italiani e questo Marc'Aurelio è molto significativo per me, così come la Lupa che riceverò oggi dal sindaco: sono contento di rivederlo, perché due anni fa si dimostrò molto informato sul Tibet e prese degli impegni a riguardo» ha detto Gere. L'attore durante l'incontro con i giornalisti ha sottolineato spesso che al primo posto della sua vita ci sono la sua famiglia e i suoi maestri buddisti, e che il suo lavoro oggi ha un'importanza relativa: «Recitare è solo lavoro: lo affronto con umiltà e impegno, mi diverte, ma mi interessa il viaggio della vita, non la carriera» ha affermato l'attore, 62 anni, in completo grigio e capigliatura completamente bianca.
Gere, convertito al buddismo e in prima linea per il riconoscimento dei diritti umani in Tibet, ha parlato a lungo del suo rapporto con la religione: «Il buddismo non è il mio fine: il mio fine è la libertà e questa per me è la strada giusta per raggiungerla. Tutti proviamo disagio nei confronti dell'universo in cui viviamo, io con la pratica riesco ad avere un rapporto più profondo con la realtà, che per me significa generosità, amore, senso della comunità». A proposito dell'attualità Gere ha invece affermato: «Il mondo è arrivato a questo punto a causa dell'avidità e dell'irresponsabilità di alcuni uomini. Io credo che l'avidità possa essere sconfitta, ma dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. Forse le manifestazioni pacifiche che si fanno contro Wall Street faranno capire ai potenti che c'è bisogno di far parlare la gente».
L'attore, noto soprattutto per film come American Gigolo e Ufficiale e Gentiluomo, ha sottolineato di essere stato molto fortunato a lavorare nel cinema degli anni '70-'80: «Noi eravamo pionieri, oggi è difficile trovare finanziamenti per piccoli film, e a volte le regole a cui devono sottostare i giovani oggi non incoraggiano la creatività», ha detto, ma ha totalmente glissato sulla sua fama da sex symbol: «Le etichette per me non hanno significato», ha affermato seccamente.

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