31 ottobre 2020
Aggiornato 19:00
Interrotte le trattative con Ti Media

Santoro: La decisione di La7 prova un colossale conflitto d'interesse

Il conduttore di AnnoZero: «Vanificato senza motivazione un accordo praticamente raggiunto»

ROMA - Michele Santoro denuncia come l'interruzione delle trattative con La7 annunciate dall'editore Ti Media, sia «una nuova, eloquente ed inoppugnabile prova dell'esistenza nel nostro Paese di un colossale conflitto di interesse». «Un accordo praticamente concluso, annunciato dallo stesso telegiornale dell'editore coinvolto e apprezzato dal mercato con una crescita record del titolo- viene vanificato senza nessuna apprezzabile motivazione editoriale», ha affermato il conduttore di AnnoZero.

«IMPROVVISI PROBLEMI LEGALI» - «Naturalmente - ha proseguito Santoro - non possiamo fornire le prove dell'esistenza di interventi esterni ma parla da solo l'interesse industriale che avrebbe avuto La7 ad ospitare un programma come il nostro nella sua offerta. Improvvisamente ci sono stati posti gli stessi problemi legali che la Rai pone a Milena Gabanelli e norme contrattuali che noi consideriamo lesive della libertà degli autori e dei giornalisti. Per non tradire le attese del pubblico, ci siamo impegnati a farci carico delle eventuali conseguenze legali delle nostre trasmissioni, ad autoprodurle e a procedere per gradi, senza un contratto quadro, con una prima serie di undici puntate. In questo modo, sia noi che l'editore, avremmo potuto liberamente valutare l'opportunità' di continuare la collaborazione».

«LIBERARSI DEL CONFLITTO D'INTERESSI» - «Ricordiamo a tutti che il dottor Stella, amministratore delegato di Ti Media aveva pubblicamente dichiarato che non c'erano divergenze economiche e che La7 non aveva nessun problema a mettere in onda un programma come AnnoZero. Un programma che, tra infinite difficoltà e attacchi di ogni tipo, è sempre stato realizzato in completa autonomia. Perché hanno cambiato idea? Chi - si è domandato Santoro - ha interesse ad impedire che si formi nel nostro Paese un terzo polo televisivo che rompa la logica del duopolio? Per tornare a crescere l'Italia deve liberarsi del conflitto di interessi e di tutti coloro che non hanno avuto il coraggio di opporgli le ragioni della libertà di opinione e della libertà di mercato. Sulla scia del successo di Tuttiinpiedi, con l'aiuto fondamentale del pubblico, dimostreremo presto che un Paese semilibero non ci basta. Tutto cambia».