30 marzo 2020
Aggiornato 06:30
Festival del Cinema di Roma

Carlos Saura presenta il suo «Io, Don Giovanni»

Film fuori concorso, ambientato a Venezia nel 1763, con cast italiano e Storaro alla fotografia

ROMA - Accoglienza tiepida oggi alla proiezione di «Io, Don Giovanni» di Carlos Saura, pellicola presentata fuori concorso al Festival Internazionale del Film di Roma. Applausi invece in conferenza stampa per il premio Oscar Vittorio Storaro, direttore della fotografia.

Il film è ambientato a Venezia nel 1763. Lo scrittore Lorenzo Da Ponte (Lorenzo Balducci) conduce una vita dissoluta ed è costretto all'esilio a Vienna. Aiutato dall'amico e mentore Giacomo Casanova (Tobias Moretti), Da Ponte conosce Salieri (Ennio Fantastichini) e un nuovo arrivato chiamato Wolfgang Amadeus Mozart (Lino Guanciale). Diventerà il librettista del geniale musicista di Salisburgo e si ispirerà alle sue stesse avventure erotico-sentimentale per dare origine ad una delle più audaci e potenti composizioni mozartiane: il Don Giovanni del titolo.

«Il mio incontro con Da Ponte è stato sorprendente - ha detto Saura - strepitoso, quando il mio produttore spagnolo me lo ha proposto cinque anni fa non sapevo nemmeno chi fosse, poi mi sono lasciato affascinare e ho esplorato come potesse nascere un'opera come il Don Giovanni». Molto forte il rapporto tra musica e immagine, che Vittorio Storaro ha spiegato sapientemente: «Il cinema si basa su immagini, musica e parola. E' importante la relazione tra le sette note e i sette colori, tra ritmo e luce. Bertolucci mi ha introdotto a questo tipo di lavoro tramite le musiche di Giuseppe Verdi e la musica mi guida. Già quindici anni anni fa con Carlos su «Flamenco» e «Tango», abbiamo lavorato al rapporto tra ritmo dell'immagine e delle musica. In questo caso ci siamo chiesti come mettere in rapporto realtà e fantasia. Abbiamo visto Canaletto, pittura austriaca, ambienti, ma soprattutto abbiamo messo in relazione luce ed ombra, costume e scenografia, in un percorso emotivo e cromatico».

Sul cast, quasi interamente italiano (tra cui Emilia Verginelli, Francesca Inaudi, Franco Interlenghi) Saura racconta: «Il casting a Roma è stato sorprendente, ho trovato facilmente gli attori e i cantanti interpreti che cercavo. Per esempio per il personaggio di Mozart Lino Guanciale è stato un fantastico attore». Travagliata la lavorazione, un anno e mezzo di pausa prima dell'intervento «provvidenziale» della parte produttiva italiana, con Andrea Occhipinti. «Avevo già lavorato molto in Spagna, era quasi naturale che arrivasse a me questo progetto - ha detto il produttore - vedendo la prima parte di girato non potevo non intervenire per finire il lavoro».

Anche per il protagonista Lorenzo Balducci la pausa è stata benefica: «Abbiamo iniziato nel 2006. E' stato come il viaggio di Da Ponte, anche io mi sono sentito diverso, cresciuto». Mentre Emilia Verginelli, intanto, ha approfondito lo studio del violoncello, Francesca Inaudi ricorda: «E' stato speciale. Giravo su tre quattro set e con loro era un'oasi di pace, calma, concentrazione». Per Lino Guanciale, pianista alla sua prima esperienza cinematografica, elogiato da Saura pubblicamente, è stata un'esperienza preziosa: «Avevo fatto il provino per suonare e dire due battute. Quando ho saputo che avrei interpretato Mozart lavorando con Saura e Storaro è stato un colpo. Arrivavo per primo sul set, da Torbellamonaca, ed ero l'ultimo ad andare via». Visibilmente emozionato Saura ha raccontato: «Ero rassegnato a non riuscire a terminare il film, poi è intervenuto Occhipinti ed eccoci qui». Il film sara' distribuito in molti Paesi, tra cui Germania, Francia, Giappone, Korea, Canada.

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