25 febbraio 2020
Aggiornato 00:30
Formula 1

Leclerc ed Ericsson sulle Alfa Romeo storiche alla Mille Miglia

La casa del Biscione protagonista della mitica corsa: presenti anche i due piloti del team Sauber che sono saliti sulle monoposto che correvano nei GP anni '30

ARESE – Al passaggio della Mille Miglia le strade inevitabilmente si trasformano e dopo i circa 1800 chilometri percorsi, sulla via del ritorno verso casa, la prima sensazione è di smarrimento. Non c’è navigatore che tenga: senza le centinaia di cartelli rossi che segnano il cammino ci si perde. E ci si sorprende perché le rotonde non sono più punti di appostamento privilegiati per i fotografi, e senza il sostegno del pubblico passa la voglia di accelerare. Un calore generoso, da Brescia a Roma e ritorno, in ogni piazza e fuori da ogni uscio, aggregazioni spontanee che si ripetono di anno in anno. Occhi puntati sul museo viaggiante, e tanti flash e apprezzamenti per le Alfa Romeo della flotta ufficiale a supporto della competizione.

Quadrifoglio: un simbolo storico proiettato sul futuro
Non capita certo tutti i giorni di poter ammirare dal vivo e da vicino uno Stelvio Quadrifoglio, showcase dell’eccellenza Alfa Romeo, il SUV capace di percorrere il circuito del Nürburgring in 7 minuti, 51 secondi e 7 decimi, il tempo più basso di sempre nella sua categoria. Quadrifoglio: è sufficiente questa denominazione per identificare una vettura fuori da ogni categoria, avulsa dalla normale segmentazione. E il primo Suv che è anche un’Alfa Romeo si è trovato a proprio agio tra due ali di folla incantate dal rombo ipnotico del 2.9 V6 Bi-Turbo, una promessa della potenza che è in grado di sprigionare. Lasciata Parma di buon mattino, la Mille Miglia ha animato i ritmi lenti di un sabato mattina in Val Padana e le strade dolcemente ondulate, dopo Fidenza e verso Salsomaggiore. Passerella poi a Piacenza, in Piazza Cavalli: quelli di Stelvio e Giulia Quadrifoglio sono 510, e la piazza a malapena li conteneva tutti.

Ad Arese l’incontro tra la Mille Miglia e la scuderia Alfa Romeo Sauber F1 Team
A San Rocco al Porto si saluta l’Emilia Romagna: Lodi, la Mille Miglia rientra in Lombardia, la regione dove è stata concepita e realizzata. Un legame quest’anno ancora più forte e profondo, sancito dallo spettacolare passaggio a Milano in una piazza del Duomo gremita e sorpresa. Succede tanto, a Milano, succede tutto: ma la Mille Miglia ancora no, e la città scopre un’emozione nuova. Quanti ingredienti, tutti insieme, e quante prime volte. Lasciato il traffico indulgente di viale Certosa, la carovana ha effettuato un passaggio celebrativo ad Arese presso il Museo Storico Alfa Romeo dove si sono svolte alcune prove cronometrate sul circuito interno. Presenti anche Marcus Ericsson e Charles Leclerc, i piloti della scuderia Alfa Romeo Sauber F1 Team, che hanno guidato una Gran Premio Tipo B del 1932 e una 750 Competizione del 1955.

Piloti sul podio
I due piloti Marcus Ericsson e Charles Leclerc hanno anche salutato il pubblico sul palco di Brescia. Un tripudio Alfa Romeo con la tripletta a novant’anni dal primo successo del marchio alla Mille Miglia celebrato anche dal progetto «Alfa Romeo: la Mille Miglia in 90 luoghi». La Mille Miglia 2018 è stata vinta dall’Alfa Romeo 6C 1500 GS Testa Fissa con equipaggio Tonconogy-Ruffini. Al secondo posto, a sole otto penalità di distanza dal vincitore, la stupenda 6C 1500 Super Sport del 1928, carrozzata dagli Stabilimenti Farina. È un vettura ufficiale della collezione Fca Heritage, normalmente in mostra presso il Museo Storico Alfa Romeo, e guidata da Giovanni Moceri con il co-driver Daniele Bonetti. Al terzo posto, l’Alfa Romeo 6C 1750 Ss Zagato, condotta dall’equipaggio Vesco-Guerini.