25 maggio 2020
Aggiornato 00:00
Calcio

Ecco come Pioli ha cambiato il Milan

I progressi della squadra rossonera sono evidenti, così come i meriti del tecnico emiliano

Stefano Pioli, allenatore del Milan
Stefano Pioli, allenatore del Milan ANSA

MILANO - Passi avanti per il Milan di Stefano Pioli che nel giro di 7 giorni esce rinfrancato dalla doppia trasferta emiliana, incassando altrettante vittorie nelle tane di Parma e Bologna, formazioni insidiose, capaci di battere l’una la Roma e l’altra il Napoli, ma fermate e sconfitte dalla rigenerata formazione rossonera. La classifica, per carità, è ancora piuttosto amara ed il ritardo dal quarto posto è di 9 punti, tanti ma certamente meno rispetto allo svantaggio abissale di qualche settimana fa quando la compagine milanista arrancava contro chiunque e faticava terribilmente ad arrivare nell’area di rigore avversaria, con l’attacco ingolfato e l’impressione generale di un gruppo timido ed impaurito.

Traguardi

Da quando c’è Stefano Pioli, il Milan non è certo diventato la squadra migliore della serie A, tutt’altro, ma la sensazione è che qualcosa sia realmente cambiato con l’avvento in panchina dell’ex allenatore della Fiorentina al posto di Marco Giampaolo. I difetti ci sono ancora e probabilmente tanti di essi sono di natura strutturale e dunque difficilmente correggibili, eppure la formazione rossonera da 2-3 gare a questa parte ha cambiato volto e connotati, coi risultati che lentamente ma progressivamente hanno iniziato a sorridere alla truppa milanista, sebbene quel quarto posto tanto inseguito, bramato e oggettivamente vitale per le ambizioni del club, resti al momento complicatissimo e al Milan servirebbe un filotto di successi clamoroso per rientrare in gioco.

Fasce

Ma cosa realmente Pioli ha sviluppato nel suo lavoro per ottenere questa piccola svolta, concretizzata con i 6 punti fra Parma e Bologna, ma evidenziata in parte anche nel pareggio di San Siro contro il Napoli del 23 novembre scorso? Tanto per cominciare, un atteggiamento più propositivo ed incisivo in attacco: sotto la sua gestione sono aumentati vertiginosamente i tiri verso la porta avversaria, con le mezzali e le punte esterne maggiormente coinvolte nell’azione. Sempre sulle corsie laterali, poi, ecco la perfetta sintonia fra i terzini: esiliato l’imbarazzante Calabria, a destra ha preso posto e fiducia Andrea Conti, apparso finalmente simile a quello ammirato nell’Atalanta nel 2017, mentre a sinistra lo straripante Theo Hernandez ha incantato tutti grazie alla sua spinta con annesso fiuto del gol.

Miglioramenti

E poi del Milan di Bologna ha sorpreso la tranquillità con la quale la squadra ha affrontato la gara: dapprima l’ha aggredita mettendo alle corde gli emiliani e trovando quasi subito il vantaggio e poi anche il raddoppio, quindi ha saputo gestire con calma e freddezza (qualità sconosciute in precedenza) il ritorno degli uomini di Mihajlovic che, soprattutto dopo la rete del 2-3, hanno provato ad assediare la porta di Donnarumma senza però mandare più di tanto in difficoltà gli automatismi milanisti. Il Milan ha retto l’urto, ha stretto i denti e portato a casa la seconda vittoria di fila, preparandosi a chiudere l’anno con le sfide contro Sassuolo ed Atalanta che potranno dire, in attesa del calciomercato di gennaio, quale ruolo possano recitare i rossoneri nella seconda parte di una stagione forse non ancora del tutto da buttare.

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