25 settembre 2021
Aggiornato 23:30
Calcio | Nazionale

La maglia verde della Nazionale non piace ai pubblicitari

Luciano Nardi: «La maglia verde penalizzerà di molto il gioco dei giocatori di Mancini, che faranno molta più fatica a 'trovarsi' sul prato di gioco»

COVERCIANO - «Immaginate di entrare in un supermercato con pareti e scaffali gialli, immaginate poi di posizionare su quelle mensole dei prodotti da vendere. Qual è l'unico colore che evitereste per la confezione o il packaging dei prodotti che volete vendere?» si interroga Luciano Nardi pubblicitario italiano riconosciuto a livello internazionale (Leone d'Oro a Cannes). Nella risposta a questo quesito sta il parere degli esperti di marketing e comunicazione rispetto alla maglia verde della Nazionale che indosserà nella partita contro la Grecia.

Fatica a ritrovarsi in campo

«La maglia verde, così come tutti i colori tenui, come grigio o il nero di notte, sono decisamente meno percepibili alla vista dei giocatori in campo, che devono individuarsi e ritrovarsi sul campo di gioco, verde, in occhiate di frazioni di secondo - spiega l'esperto di comunicazione - La maglia verde, lo dico con certezza, penalizzerà di molto il gioco dei giocatori di Mancini, che faranno molta più fatica a 'trovarsi' sul prato di gioco. Meglio l'azzurro, il bianco o piuttosto il rosso, che fa pur sempre parte del tricolore - spiega il pubblicitario Nardi - Colori come verde e grigio sono semmai perfetti per il portiere che essendo meno visibile dà meno punti di riferimento agli attaccanti avversari».

Le scelte di Dino Zoff

«Tutto ciò non è solo un mio parere ma è codificato in una vastissima letteratura - spiega l'esperto. Senza scomodare il guru Vance Packard che già negli anni '50 nel suo libro «I persuasori occulti» teorizzava questo. «Molto più semplicemente ci si potrebbe rifare a Dino Zoff - ricorda Luciano Nardi - che, se ben ricordo, prediligeva appunto una maglia grigia o verde tenue per i motivi che ho appena spiegato».