9 dicembre 2019
Aggiornato 06:00

La maglia verde della Nazionale non piace ai pubblicitari

Luciano Nardi: «La maglia verde penalizzerà di molto il gioco dei giocatori di Mancini, che faranno molta più fatica a 'trovarsi' sul prato di gioco»

I giocatori della nazionale in allenamento con la nuova maglia verde
I giocatori della nazionale in allenamento con la nuova maglia verde ANSA

COVERCIANO - «Immaginate di entrare in un supermercato con pareti e scaffali gialli, immaginate poi di posizionare su quelle mensole dei prodotti da vendere. Qual è l'unico colore che evitereste per la confezione o il packaging dei prodotti che volete vendere?» si interroga Luciano Nardi pubblicitario italiano riconosciuto a livello internazionale (Leone d'Oro a Cannes). Nella risposta a questo quesito sta il parere degli esperti di marketing e comunicazione rispetto alla maglia verde della Nazionale che indosserà nella partita contro la Grecia.

Fatica a ritrovarsi in campo

«La maglia verde, così come tutti i colori tenui, come grigio o il nero di notte, sono decisamente meno percepibili alla vista dei giocatori in campo, che devono individuarsi e ritrovarsi sul campo di gioco, verde, in occhiate di frazioni di secondo - spiega l'esperto di comunicazione - La maglia verde, lo dico con certezza, penalizzerà di molto il gioco dei giocatori di Mancini, che faranno molta più fatica a 'trovarsi' sul prato di gioco. Meglio l'azzurro, il bianco o piuttosto il rosso, che fa pur sempre parte del tricolore - spiega il pubblicitario Nardi - Colori come verde e grigio sono semmai perfetti per il portiere che essendo meno visibile dà meno punti di riferimento agli attaccanti avversari».

La nuova maglia verde della nazionale di calcio
La nuova maglia verde della nazionale di calcio (ANSA)

Le scelte di Dino Zoff

«Tutto ciò non è solo un mio parere ma è codificato in una vastissima letteratura - spiega l'esperto. Senza scomodare il guru Vance Packard che già negli anni '50 nel suo libro «I persuasori occulti» teorizzava questo. «Molto più semplicemente ci si potrebbe rifare a Dino Zoff - ricorda Luciano Nardi - che, se ben ricordo, prediligeva appunto una maglia grigia o verde tenue per i motivi che ho appena spiegato».