23 ottobre 2018
Aggiornato 00:00

Milan: ecco chi è Ivan Gazidis

Ufficializzata l’assunzione del dirigente sudafricano che da dicembre sarà il nuovo amministratore delegato rossonero
Ivan Gazidis,  nuovo amministratore delegato del Milan dal prossimo 1 dicembre
Ivan Gazidis, nuovo amministratore delegato del Milan dal prossimo 1 dicembre (ANSA)

MILANO - Ormai è ufficiale: Ivan Gazidis sarà il nuovo amministratore delegato del Milan, carica vacante da quando Marco Fassone (che dopo oltre trent'anni aveva rilevato Adriano Galliani) è stato allontanato dal fondo Elliott, nuovo proprietario del Milan dopo la fine della pessima avventura cinese alla guida dei rossoneri. Il manager sudafricano, in forza all'Arsenal fino ad ora, era da tempo in cima alla lista della società milanista per ricoprire la più alta carica dirigenziale dopo il presidente, poichè ritenuto elemento di carisma, esperienza e con le caratteristiche giuste per fare ciò che il Milan si aspetta dal suo amministratore delegato: trattare con la Uefa il contenzioso che dovrebbe portare all'accettazione del Voluntary Agreement richiesto dal club milanese ed aumentare i ricavi e la popolarità del marchio all'estero, operazione che detta così sembra banale ma che in realtà nel calcio odierno assume un'importanza vitale.

Particolarità

Ma cosa ha portato davvero Gazidis a Milano? Un campo che va immediatamente sgomberato è quello legato all'aspetto economico: Gazidis guadagnerà al Milan più o meno quanto percepito all'Arsenal e non ha chiesto (come sembrava invece qualche giorno fa) aumenti o bonus particolari; il suo approdo in rossonero ha una matrice "sentimentale", ovvero l'amicizia che da anni lo lega alla famiglia Elliott e una sportiva, vale a dire l'orgoglio e l'ambizione di far tornare grande un club glorioso ma caduto in disgrazia come il Milan. Ciò che ha sin dall’inizio posto Gazidis in pole position per il ruolo di amministratore delegato milanista è stata l’indiscussa qualità manageriale del dirigente sudafricano, basti pensare, ad esempio, che dal suo arrivo a Londra nel 2009 gli introiti per la sponsorizzazione della maglia dell’Arsenal erano di 5,5 milioni di sterline, mentre ad oggi l’incasso è di 40 milioni.

Obiettivi da raggiungere

La quotazione in borsa dei Gunners, inoltre, ha contribuito ad un notevole aumento del fatturato, arrivato a raggiungere oltre 400 milioni di sterline; infine la valorizzazione del marchio all’estero, un tasto su cui Elliott vuole battere con insistenza: per i semplici fan sui social network, ad esempio, il club britannico vanta oltre 85 milioni di unità, un dato che forse non servirà a portare a casa titoli e coppe, ma può essere un punto di partenza importante per una società che nelle ultime 5-6 stagioni ha perso fascino e smalto, nonostante un blasone che solamente il Real Madrid può vantare nel resto del mondo.