17 giugno 2019
Aggiornato 14:30
MotoGP

Iannone più lento del compagno di squadra Rins? «No, più maturo»

Il fatto di essersi ritrovato alle spalle della seconda Suzuki non preoccupa Andrea: «Lui ha spinto oltre il limite, rischiando troppo. Infatti alla fine è caduto»

Andrea Iannone in sella alla sua Suzuki durante il Gran Premio del Qatar
Andrea Iannone in sella alla sua Suzuki durante il Gran Premio del Qatar ( Michelin )

PARIGI – L'inizio di stagione non è certo andato come sperava Andrea Iannone: a lui il Gran Premio inaugurale in Qatar ha riservato soltanto un nono posto finale. Certo, il Maniaco si è preso la soddisfazione di essere il migliore dei piloti Suzuki al traguardo, perché il suo compagno di squadra Alex Rins è caduto: ma, fino a quel momento, lo spagnolo era comunque piazzato meglio di lui, in lotta con il gruppo dei primi sei.

L'esperienza conta
Eppure il pilota di Vasto si difende, sostenendo che la sua è stato piuttosto una prova di maturità: non si è dimostrato più lento, ma più responsabile di Rins, evitando il rischio di superare il limite. «In Qatar sono arrivato a dodici secondi di distacco dal leader – ha dichiarato la settimana scorsa in occasione di una conferenza stampa a Parigi – Non è tanto in assoluto, ma lo è per la MotoGP. Alex è rimasto davanti a me ed era molto vicino al primo gruppo, ma alla fine è caduto, perché se vuoi sempre spingere al limite, rischi molto. Io penso di avere un po' più di maturità al momento: quando capisco di non essere al cento per cento, cerco di gestire la situazione, di arrivare al traguardo e portare a casa qualche punto. È diverso. In ogni caso, abbiamo tutta una stagione davanti a noi per crescere e ci impegneremo al massimo per migliorare».

Miglioramento tecnico
Il problema di cui soffre la sua Suzuki resta sempre lo stesso: poca fiducia con l'anteriore. Ma questo non significa che la casa di Hamamatsu non stia compiendo dei continui, anche se graduali, passi in avanti. Nonostante la delusione iniziale, infatti, Iannone è convinto che la sua moto sia ormai all'altezza di poter lottare per il podio nelle prossime gare: «L'anno scorso, il test di Aragon andò molto bene per noi, e fu molto importante perché comprendemmo molto bene la strada da seguire – spiega l'abruzzese – Questo ci permise di migliorare un po' nel corso della stagione. Siamo arrivati alla fine recuperando molto e riducendo parecchio il distacco dai migliori. Di sicuro in ogni gara cerchiamo di arrivare sul podio e di lottare per il vertice. Questo è il nostro obiettivo e di sicuro è per questo che lavoriamo».