20 novembre 2019
Aggiornato 02:00

Vergogna Tacconi: chiacchiere insulse su Vicini nel giorno del suo funerale

Un video del viaggio di ritorno dalle esequie dell’ex ct ritrae Stefano Tacconi con il figlio Andrea e Sergio Brighenti, vice di Vicini. Si parla anche dei 4 anni in più di Babacar.

Tacconi (con il berretto) e accanto a lui (in basso a destra nella foto) l'ex vice di Vicini, Sergio Brighenti
Tacconi (con il berretto) e accanto a lui (in basso a destra nella foto) l'ex vice di Vicini, Sergio Brighenti ANSA

MILANO - È proprio vero che non c’è limite alla decenza. Stefano Tacconi non è nuovo ad esternazioni un po’ sopra le righe, ma stavolta la sensazione è che abbia davvero esagerato. In un video in diretta Facebook che ritrae lui, il figlio Andrea, un amico (alla guida) e Sergio Brighenti, l’ex vice di Azeglio Vicini in Nazionale, di ritorno proprio dalle esequie funebri dell’ex ct, il quartetto si lascia andare ad una serie di considerazioni discutibili, tra rimembranze di carattere politico, razzismo ed accuse anche gravi a chi lì dentro non c’entra nulla.
In un’atmosfera alcolica è stato proprio Brighenti a raccontare un aneddoto di quando era al Modena: «Alcuni "maneggiatori" portarono quattro giocatori africani. Andai a controllare e i documenti erano falsi. Avevano quattro anni in più. Uno di loro era Babacar». Passato nella recente finestra di mercato dalla Fiorentina al Sassuolo, il centravanti classe 1993 (come da documenti), ha vestito la maglia del Modena nella stagione 2013-2014. Adesso potrebbe avere qualcosa da ridire in proposito.

Scelta politica
Ma non finisce qui, perchè in tutta una serie di riferimenti tra negher e bianchi, di inviti a rispedire i calciatori di colore nei loro paesi e tutto il campionario del più bieco razzismo, ecco arrivare anche la stoccata di matrice politica al povero Vicini, che si sarà rivoltato nella tomba ad ascoltare certe farneticazioni: «Azeglio era comunista», la tesi di Brighenti. «Ecco allora perchè non mi faceva giocare - la risposta di Tacconi - sapeva che io ero fascista e Zenga comunista».
E ora tutti dietro alla lavagna per un’ora di vergogna!