17 agosto 2019
Aggiornato 22:30

Honda, il miglior tempo non basta: «Si lavora sul motore»

Più che sul primato di Dani Pedrosa nella prima giornata di test pre-campionato, la casa di Tokyo si concentra sullo sviluppo in corso del suo prototipo 2018

SEPANG – La Honda inizia il 2018 allo stesso modo in cui aveva concluso il 2017: in testa. Davanti a tutti, al termine della prima giornata di prove ufficiali pre-campionato, c'è lo stesso che vinse il Gran Premio conclusivo della passata stagione: Dani Pedrosa. Anche se ha dovuto aspettare che l'asfalto si asciugasse e si gommasse, dopo gli acquazzoni tipici della Malesia che avevano compromesso la mattinata, per piazzare la sua zampata. 1:59.427, proprio al penultimo dei 56 giri che ha percorso in totale oggi. «Ovviamente è positivo iniziare i test con il miglior tempo, e di questo sono contento – commenta il catalano – C'è stata un po' di pioggia in mattinata e quindi abbiamo avuto la possibilità di percorrere qualche giro con le gomme da bagnato, con cui mi sono trovato a mio agio fin da subito. Nel pomeriggio, quando la pista si è asciugata, l'asfalto migliorava giro dopo giro e questo ci ha dato indicazioni importanti sulle tante modifiche che dovevamo provare».

Tre moto per tre piloti
Nel box della Honda ufficiale c'erano sia i prototipi delle nuove moto, ma anche i vecchi modelli, per permettere un confronto diretto. Lo stesso compito affidato al pilota satellite Cal Crutchlow (che si è tra l'altro guadagnato il poco commendevole record di primo dell'anno a cadere, verso metà turno), con il team Lcr. «Avevamo tre moto in pista qui, con lo stesso assetto ma motori diversi – spiega ancora il leader di giornata – In pratica abbiamo lavorato sul pacchetto del propulsore, cercando di raccogliere più informazioni e sensazioni possibili su ciascuna diversa specifica. Questa è una delle aree più importanti sulle quali ci concentriamo per questi test. Ci sono ancora dei punti su cui lavorare per capirne di più, e ci serve anche girare di più con le gomme usate, visto che oggi non abbiamo fatto simulazioni di gara. Insomma, è ancora presto, ma per ora il feeling è buono».

Buone sensazioni
Una domenica di lavoro duro e produttivo, insomma, quella dei campioni del mondo in carica: anche per Marc Marquez, che pure con il suo assalto finale non è riuscito ad andare oltre il settimo posto assoluto. «La giornata in cui risali in moto dopo l'inverno è sempre impegnativa per tutti – ammette il Cabroncito – perché devi ritrovare il ritmo e riabituarti a guidare, specialmente su una pista complicata come questa. Ciò detto, sono piuttosto contento di come abbiamo iniziato, perché abbiamo lavorato su tre moto diverse con motori diversi, uno dell'anno passato e due con specifiche differenti. Quindi è stata una sessione intensa, in cui abbiamo dovuto adattare molti dettagli, e questo è normale: ma finora sembra che il nuovo motore sia migliore. Ovviamente abbiamo altri due giorni di tempo per migliorare l'assetto e continuare a lavorare sul propulsore, sull'elettronica, sull'aerodinamica e così via. Era solo il primo giorno, ma il feeling e il ritmo sono già stati positivi».