27 giugno 2019
Aggiornato 12:30
Endurance

Alonso debutta sui prototipi a Daytona. Ed è già tra i primi...

Primi due giorni di test al volante della Ligier, in vista della 24 Ore. Al venerdì il suo equipaggio si piazza sesto assoluto, poi al sabato scende la notte

DAYTONA – È cominciata l'avventura di Fernando Alonso alla 24 Ore di Daytona, la prima gara automobilistica del calendario annuale ma anche la prima volta per il bicampione del mondo di Formula 1 al volante di un prototipo endurance. Con addosso il suo casco speciale dal fondo bianco, Nando ha esordito venerdì nei test sul leggendario circuito statunitense, nell'abitacolo della Ligier del team United Autosports, difendendosi alla grande: il suo equipaggio si è infatti piazzato al sesto posto assoluto. Più complicata è stato invece il suo apprendistato nella prima sessione notturna di sabato, in cui non è andato oltre il sedicesimo posto.

Ambizioni e dubbi
Le sensazioni per il pilota asturiano restano comunque positive: non ha attraversato l'Atlantico solo per fare numero, ma con lo scopo dichiarato di dimostrare il suo valore anche in questa categoria automobilistica così distante da quella di cui è consueto protagonista. «Ovviamente mi concentro prima di tutto sulla Formula 1 e sul mio obiettivo di vincere il mio terzo titolo mondiale – ha spiegato l'ex ferrarista – Con il motore Renault dovremmo riuscire a tornare di nuovo là davanti. Tuttavia, ho anche l'obiettivo di correre anche delle altre gare classiche che non si sovrappongono al calendario della F1. Questa di Daytona è il mio primo passo nell'endurance, e ovviamente spero di trovarmi bene, perché la 24 Ore di Le Mans è un altro mio obiettivo. Se riuscissi a disputarla quest'anno sarebbe grandioso, e poi spero nella prossima stagione di tornare alla 500 Miglia di Indianapolis». Il 36enne sogna infatti di diventare il secondo uomo nella storia a completare il triplete a quattro ruote: la vittoria nel Gran Premio di Montecarlo, nella 500 Miglia di Indianapolis e nella 24 Ore di Le Mans. Il primo successo è già nel suo palmares, il secondo lo ha sfiorato nel 2017 (ma tornerà a riprovarci), il terzo potrebbe vederlo impegnato già nella prossima edizione. Dopo aver preso le misure delle corse di durata a Daytona, s'intende: «Più o meno l'obiettivo è lo stesso di Indianapolis: prima di tutto cercare di imparare diverse tecniche di guida dagli specialisti della categoria e di migliorare come pilota quando avrò finito la 24 Ore – prosegue Alonso – Per me è la prima volta in una corsa di endurance, al volante di un prototipo, guidando di notte, con le altre auto Gt da doppiare: tante novità che affronterò un passo alla volta. Sarà una grande sfida ma prima di tutto voglio divertirmi e poi, come è successo a Indianapolis, se ne avrò l'opportunità e mi sentirò competitivo, ci proverò». La principale incognita sembra proprio venire dal lungo stint che sarà chiamato a compiere in notturna: «È ancora un punto interrogativo, ma non sono molto preoccupato perché penso che la pista sia molto ben illuminata qui. La difficoltà principale sarà quella del traffico di notte: ci aspettano almeno dodici ore di guida al buio perciò cercherò di capire come fare».

Operazione di marketing
La presenza di un campione come Fernando Alonso al via di questa gara, comunque, un primo obiettivo lo ha già ottenuto: suscitare l'interesse anche in Europa verso questa edizione dell'evento, per la soddisfazione degli organizzatori. «Avere al via un pilota attivo di Formula 1 con le credenziali di Alonso è davvero rimarchevole – ammette il presidente del comitato Scott Atherton – Il suo debutto a Indianapolis l'anno scorso ha creato un impatto globale di interesse verso la corsa: non siamo così ingenui da pensare che succederà lo stesso anche qui, ma di sicuro sarà significativo. Abbiamo visto che ha la capacità di competere al massimo livello, nonostante le molte variabili che saranno nuove per lui».