6 aprile 2020
Aggiornato 12:00
Wrc

Il rallysta più vincente di sempre torna a correre nel Mondiale

Sebastien Loeb, il Cannibale, l'Extraterrestre, esce dal ritiro per disputare tre gare nella prossima stagione. Ovviamente al volante dell'inseparabile Citroen

Sebastien Loeb
Sebastien Loeb Red Bull

ROMA – Se fosse una puntata di Gomorra, Sebastien Loeb avrebbe in bocca una battuta già scritta: «Mo ce ripigliamm' tutt' chell che è 'o nuost». Sì, perché il Wrc è stato veramente roba sua, per ben sei anni consecutivi, dal 2004 al 2012, anno in cui decise di appendere il casco al chiodo dopo aver ottenuto la bellezza di 78 vittorie. Da allora ha corso solo qualche sporadico rally (l'ultimo nel 2014 a Montecarlo), concentrandosi invece a tempo pieno sul Mondiale Turismo e sulla Dakar, ma senza mai ottenere successi nemmeno vagamente paragonabili. Evidentemente, quest'anno l'idea di un ritorno deve avere iniziato a stuzzicarlo, tanto da chiedere di rimettersi al volante per ben due test: il primo ad agosto su asfalto, il secondo sulla terra sei settimane dopo. «La sensazione dei rally è una delle più emozionanti che abbia mai provato, ed ero eccitato all'idea di guidare una di queste nuove macchine in gara», ha ammesso.

Rieccolo
Così, dopo averci pensato a lungo, oggi è arrivata la decisione definitiva: il Cannibale, l'Extraterrestre è tornato. Lo rivedremo al via, affiancato dall'inseparabile copilota Daniel Elena, a marzo in Messico, ad aprile in Corsica e a ottobre in Spagna, prove che ha vinto rispettivamente già sei, quattro e otto volte in carriera. A fargli spazio sarà la seconda guida Craig Breen, che rimarrà in lizza nei restanti dieci appuntamenti, mentre il caposquadra Kris Meeke disputerà l'intera stagione. La squadra prescelta, manco a dirlo, è la Citroen, quella che lo ha accompagnato in tutti i successi che lo hanno reso il rallysta più grande di sempre: «Dopo i test di quest'anno tutti sono rimasti soddisfatti, io per primo, e il passo successivo e logico era quello di riprendere a correre – ha raccontato il 43enne pilota francese – Non ho aspettative, se non quella di divertirmi. Pensavo che avesse senso gareggiare in casa, in Francia, anche perché ho sempre amato l'asfalto, anche se non conosco l'attuale percorso del Tour de Corse. Poi anche la Spagna mi sembrava una buona opzione: anche se mi aspetto di fare fatica, dato il tempo che è passato dall'ultima volta che ci ho corso. Ma volevo anche fare una gara sullo sterrato, e così ho optato per il Messico, dove ho ottimi ricordi e il percorso non è cambiato molto nel corso degli anni». E, se il campionissimo dimostrerà di non aver perso il suo tocco, chi può prevedere quale sarà la tappa successiva. Magari un rientro a tempo pieno nel 2019. Il re è tornato. E vuole riprendersi quello che è suo: il trono del Mondiale Rally.

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