15 dicembre 2019
Aggiornato 06:00
Wec | 6 Ore del Nürburgring

La Ferrari vince almeno nell'endurance

In un weekend amaro in Formula 1, la Rossa di Maranello ritrova la vittoria nelle ruote coperte grazie alla 488 Gte del team Af Corse, guidata da James Calado e Alessandro Pier Guidi. Ora i due tornano in lotta per il Mondiale piloti, e il Cavallino rampante va in testa a quello costruttori

La Ferrari 488 Gte del team Af Corse taglia il traguardo vincitrice alla 6 Ore del Nurburgring
La Ferrari 488 Gte del team Af Corse taglia il traguardo vincitrice alla 6 Ore del Nurburgring Ferrari

NÜRBURG – La Ferrari ritrova la vittoria in classe Gte-Pro dopo l’amarezza di Le Mans e grazie alla 488 Gte numero 51 del team Af Corse conquista il suo diciannovesimo successo di classe nel Mondiale Endurance, il ventiquattresimo considerando i cinque nell’Intercontinental Le Mans Cup. La vittoria, che rimette James Calado e Alessandro Pier Guidi in lotta per il titolo e regala alla Ferrari il primo posto tra i costruttori, è stata frutto di una strategia perfetta del box e di una guida altrettanto impeccabile dei piloti. Sfortuna per Davide Rigon e Toni Vilander, ottavi dopo aver perso quattro giri per un guaio al cambio. Secondo posto in Gte-Am e primo podio Wec per la 488 Gte n. 54 del team Spirit of Race di Thomas Flohr, Francesco Castellacci e Miguel Molina.

Gte-Pro
Nella classe Gte-Pro la gara è iniziata in salita per la Ferrari numero 71 del team Af Corse. Davide Rigon, alla mezz’ora di gara, era appena riuscito a superare la Ford numero 67 quando è rimasto con il cambio bloccato. Rientrato al box, la vettura è stata sistemata e l’italiano è potuto ripartire seppure con due giri di distacco. James Calado, invece, sulla vettura 51 è balzato dalla settima alla quinta posizione e si è accodato al trenino formato dalle due Porsche, dall’Aston Martin numero 95 e dalla Ford numero 66, impossibilitato a tentare un attacco a causa della mancanza di velocità di punta. La gara l’equipaggio della 51 l’ha fatta di strategia, grazie alla straordinaria capacità di Calado e di Alessandro Pier Guidi di risparmiare gomme e carburante. La Ferrari è stata sempre l’ultima a fermarsi e ha guadagnato secondi preziosi con pneumatici usati fino a metà corsa limitandosi a gestire il vantaggio nella seconda metà di gara. Pier Guidi è stato autore di un doppio stint di gran livello, imitato nei 90 minuti successivi da Calado. Le Porsche, per contro, sono sembrate in maggiore difficoltà e questo ha permesso alla 488 Gte numero 51 di trovarsi solidamente al comando a 80 minuti dal termine. L’auto gemella, proprio quando stava recuperando forte degli ottimi tempi di Rigon e del suo occasionale compagno Toni Vilander, è stata di nuovo fermata dal cambio per la cui sistemazione sono stati persi altri due giri. La vettura ha concluso ottava e ultima di classe.

Gte-Am
Nella classe Gte-Am le due Ferrari impegnate hanno faticato sul passo gara ma nel finale con gomme usate sono state molto competitive. La 488 Gte del team Spirit of Race di Thomas Flohr, Francesco Castellacci e Miguel Molina, pilota ufficiale di Maranello, è arrivata seconda mentre la numero 61 del Clearwater Racing affidata a Griffin-Mok-Sawa è giunta quarta. La vittoria di classe è andata alla Porsche di Dienst-Ried-Cairoli, quella assoluta alla Porsche di Bernhard-Hartley-Tandy. Prossimo appuntamento in Messico a inizio settembre.

James Calado e Alessandro Pier Guidi sul gradino più alto del podio
James Calado e Alessandro Pier Guidi sul gradino più alto del podio (Ferrari)