19 ottobre 2019
Aggiornato 13:30

Le ambizioni di Fassone e Montella ed un Milan da ricostruire

Terminato il campionato coi rossoneri nuovamente in Europa, a Milanello partirà ora una profonda opera di ristrutturazione che riporti la squadra ai fasti di un tempo. Basterà la volontà della dirigenza e dell’allenatore?

Marco Fassone, amministratore delegato del Milan
Marco Fassone, amministratore delegato del Milan ANSA

MILANO - La stagione 2016-2017 va in archivio per il Milan che riconquista l’Europa dopo tre anni, seppur costretto a disputare due turni preliminari per accedere alla prossima Coppa Uefa. Secondo Vincenzo Montella, la stagione dei rossoneri è da considerarsi positiva, col sesto posto e la vittoria nella Supercoppa Italiana dello scorso dicembre in Qatar contro la Juventus, ma ad analizzare bene l’andamento dell’annata milanista c’è poco da salvare; vada per il ritorno in Europa (conquistato comunque a fatica e grazie anche ai disastri di Inter e Fiorentina), vada per il successo in Supercoppa, vada per l’ottimo lavoro con molti giovani, ma il Milan 2016-2017 al massimo può raggiungere una sufficienza stiracchiata, un 6 - - che, se non si invertirà la rotta, il prossimo anno potrebbe cadere dal 5 in giù.

Rivoluzione

I rossoneri hanno faticato tantissimo, specie nella seconda parte di stagione, mostrando lacune in quasi tutti i reparti e dimostrandosi ancora immaturi, spesso impauriti e talvolta isterici, come dimostrano le oltre 10 espulsioni totali comminate ai danni dei calciatori milanisti. Alcune gare, vedi la sconfitta casalinga contro il deprimente Empoli, retrocesso nonostante un vantaggio assai rilevante a metà campionato, vedi l’inopinato pareggio in casa del Pescara, probabilmente la peggior squadra vista in serie A negli ultimi dieci anni, vedi i troppi primi tempi regalati agli avversari. Il Milan torna in Europa dalla porta di servizio, tappandosi il naso per una stagione in cui da salvare c’è ben poco, in cui l’organico è stato allestito alla bene e meglio, senza soldi e senza neanche una precisa programmazione. Ora la proprietà è cambiata, il nuovo amministratore delegato Marco Fassone e lo stesso Montella promettono investimenti ed un rilancio tecnico in grande stile, ma per riuscirci andranno spesi tanti soldi, ma non solo, andranno spesi anche bene, perché la rosa milanista va rifondata da cima a fondo, potenziata in ogni reparto, rimpinzata di elementi di esperienza, fame e qualità tecniche e carismatiche. L’ambizione della dirigenza e dell’allenatore, la volontà far tornare grande il Milan e riportarlo in Coppa dei Campioni già l’anno prossimo, potrebbero non bastare se la campagna acquisti non sarà supportata da idee chiare e dall’inseguimento a calciatori funzionali al progetto rossonero e alla tattica di Montella. Muoversi per tempo, ad esempio, sarebbe il primo passo per una riorganizzazione ad alti livelli, necessaria a Milanello dopo oltre cinque anni di stenti.