22 aprile 2021
Aggiornato 02:30
Calcio

Milan, una squadra da ricostruire completamente

L’illusione del girone d’andata, la dura realtà nel ritorno. L’Europa forse arriverà, ma i rossoneri senza rifondazione non andranno lontani

MILANO - La sconfitta per 4-1 contro la Roma lascia clamorosamente inalterate le possibilità del Milan di raggiungere la qualificazione in Coppa Uefa, ma solo perché Inter e Fiorentina da oltre un mese stanno riuscendo nella non facile impresa di fare peggio dei rossoneri. Ma la squadra di Montella, che realmente ha ancora molte opportunità di raggiungere l’Europa, deve e dovrà in estate interrogarsi sul reale valore di una rosa mediocre e salvata più dall’incapacità altrui che dalle sue vere qualità. Il girone d’andata e il successo in Supercoppa contro la Juventus a dicembre avevano illuso l’ambiente rossonero che questo organico, in fondo, non fosse così scarso; ma il girone di ritorno ha fatto tornare a galla il valore di una rosa costruita male ed assemblata peggio.

Lacune

Senza terzini decenti (contro la Roma nuovamente penoso De Sciglio), senza difensori centrali di spessore che affiancassero Romagnoli, senza centrocampisti di grande qualità in grado di mettere ordine in campo, e senza un attacco pesante e concreto: i rossoneri sono il nono attacco della serie A, hanno un centravanti come Bacca che ormai vive nella depressione e con la certezza di essere ceduto a giugno, ma hanno anche attaccanti esterni incapaci di fare gol, Deulofeu non vede mai la porta ed i 7 gol di Suso sono pochi se paragonati ai suoi pari ruolo delle altre squadre (in doppia cifra Insigne e Callejon al Napoli, Perisic all’Inter, Bernardeschi alla Fiorentina, Keita alla Lazio, Salah alla Roma, Gomez all’Atalanta, Iago Falque al Torino). La nuova proprietà si è finalmente insediata a Milanello, ora dovrà provvedere ad una profonda e ponderata rifondazione per non trovarsi fra un anno con la Coppa Uefa come unico traguardo raggiungibile in un clima di mestizia come quello del San Siro dell’ultimo mese.