18 gennaio 2020
Aggiornato 10:00
Calcio

L’addio all’Europa del solito Milan

Per l’ennesima stagione i rossoneri si allontanano dalla qualificazione alle competizioni continentali, naturale conseguenza di una gestione societaria approssimativa ed improvvisata

MILANO - Lo 0-1 di San Siro contro la Sampdoria, terza sconfitta di fila, quarta contando pure la Coppa Italia, certifica l’addio virtuale del Milan all’Europa per il quarto anno di fila. Mancano ancora numerose giornate alla fine del campionato, è vero, ma la sensazione è che i rossoneri stiano ricalcando le ultime annate, iniziando discretamente la stagione (quest’anno anche meglio del passato) e sciogliendosi poi progressivamente ed inesorabilmente fino a scivolare oltre quel sesto posto che, forse, garantirebbe l’accesso alla Coppa Uefa, il solo obiettivo alla portata dello sgangherato gruppo di Montella, l’uomo che ci ha messo tanto del suo, ma al quale non sta riuscendo il miracolo di riportare il Milan in Europa, in quella che per decenni è stata la casa del club milanese. Non bastano i bravi giovanotti a disposizione del tecnico campano, non basta la buona volontà, non basta la coesione del gruppo: per traguardi ambiziosi servono i calciatori bravi, per comprare i calciatori bravi servono i soldi ed una società capace, sveglia e in grado di programmare, tutte qualità che il Milan dell’ultimo quinquennio non ha.

Fallimento completo

Il Milan 2016-2017 non è in grado di arrivare fra le prime cinque e infatti non ci arriverà, perché in fin dei conti non merita neanche i miracoli che i tifosi sperano e che il calcio a volte concede. Il Milan 2016-2017 non è stato in grado neanche di offrire uno straccio di contratto decente ad un calciatore fermo da un anno come Caceres, che dava sì poche garanzie dal punto di vista fisico (pur avendo superato brillantemente le visite mediche) ma che era ed è un giocatore di livello superiore alla tremebonda batteria di difensori laterali milanisti  e che non se l’è sentita di sposare un progetto precario per pochi spiccioli; Milan-Sampdoria gli ha dato ragione, Milan-Sampdoria certifica il fallimento dell’ultimo Milan berlusconiano, oltre a confermare che nel calcio moderno chi improvvisa fa poca strada. I cinesi, quando verranno e se verranno, avranno il vantaggio di ricominciare da zero, perché del vecchio Milan non è rimasta neanche la cenere.