8 dicembre 2019
Aggiornato 23:00

Milan, Montella: «Niente alibi, siamo qui per vincere»

La prima conferenza stampa di Montella a Doha è un concentrato di buoni propositi, rispetto per l’avversario e sana consapevolezza nei propri mezzi: «Siamo venuti fin qua per regalare il trofeo al presidente Berlusconi».

MILANO - Era inevitabile che anche Vincenzo Montella finisse a parlare per l’ennesima volta del disguido aereo che ha costretto il Milan a ritardare di 24 ore la propria partenza per Doha. Alla sua prima conferenza stampa sul terrirorio qatariota, il tecnico rossonero, seguendo la linea editoriale della società, non ha trasgredito e ha ribadito con forza un concetto che avrà inculcato anche in tutti i suoi ragazzi: «Se le due società avevano scelto di partire il 20 e non il 21, è evidente che era la cosa giusta. Ma questo disguido non è dipeso da nessuno e non deve essere un alibi per noi. Sono convinto che la squadra sia meno stanca di ieri e domani lo sarà ancora di meno. Ma non penso che questa vicenda ci abbia deresponsabilizzato».

Loro costruiti per vincere

Il problema principale per Vincenzo Montella, ancor più che le presunte difficoltà di ambientamento, è come affrontare la Juventus: «Quella bianconera è una squadra costruita per arrivare in fondo alla Champions e questo la dice lunga. Noi dobbiamo mettere in campo ogni tipo di energia, ogni tipo di acume tattico, di interpretazione dei momenti e giocare con l'entusiasmo e lo spirito che il Milan sta facendo vedere. Gli episodi favorevoli dipendono da te stesso, dallo spirito con cui scendi in campo. Uno dei pregi della Juve è la mentalità vincente mantenuta nel tempo ma noi siamo sulla strada giusta per raggiungere questa mentalità».

Le nostre armi

Ma come arrivano le due squadre rispetto alla partita dello scorso ottobre vinta di misura dal Milan a San Siro? «Noi siamo leggermente superiori rispetto ad allora ma anche la Juve è cresciuta, domani il livello sarà più alto per entrambe le squadre. Non mi aspetto una battaglia, ma una partita vigorosa ricca di duelli, agonismo, voglia di primeggiare. Resta una partita di calcio in cui entusiasmo, leggerezza e incoscienza dovranno essere le nostre armi. I miei ragazzi sono arrivati a questo appuntamento per vincere e regalare un altro trofeo al presidente Berlusconi».