5 giugno 2020
Aggiornato 02:00
Calcio

Buon compleanno a Zlatan Ibrahimovic, l'ultimo raggio di sole del Milan berlusconiano

Compie 35 anni il campione svedese, attaccante del Manchester United e per due anni simbolo dell'ultimo Milan vincente. Dalla sua cessione è partita infatti la decadenza rossonera

MILANO - A volte gli amori a distanza funzionano, a volte anche quando finiscono, restano legami e sentimenti indissolubili: Zlatan Ibrahimovic e il Milan, una storia simile alla leggenda di Giulietta e Romeo: innamorati ma ostacolati da qualcuno più potente ed influente di loro. A Verona erano state le famiglie nemiche dei Montecchi e dei Capuleti a non volere lo shakespeariano rapporto, al Milan è stato Silvio Berlusconi a chiudere una storia meravigliosa ma troppo breve. Zlatan Ibrahimovic, che proprio oggi compie 35 anni continuando a fare gol ovunque con una regolarità impressionante, arriva al Milan nell'estate del 2010, cercato da Galliani e strappato al Barcellona (dove aveva vissuto un'annata di conflitti con Guardiola) grazie alla preziosa collaborazione di Mino Raiola, e fin da subito chiarisce di voler riportare in alto i rossoneri che dal 2007 non vincono nulla. Pronti, via, lo svedese sbaglia un rigore nella sconfitta del Milan di Allegri a Cesena, poi non si ferma più: decide partite su partite, i rossoneri vincono grazie alle sue prodezze, ai suoi colpi da campione, al suo carisma impressionante; Ibra decide il derby contro l'Inter procurandosi e trasformando il rigore della vittoria contro i nerazzurri, ma regala i tre punti al Milan anche in partite contro formazioni di media o bassa classifica come Fiorentina, Genoa e Brescia, tutti abbattuti dallo strapotere atletico e tecnico dell'ex attaccante dell'Ajax. Lo scudetto festeggiato a Roma sabato 8 maggio 2011 porta la firma di un Ibrahimovic in formato mondiale, rabbioso e affamato di vittorie come non mai, pronto a rituffarsi immediatamente nella nuova stagione che vede il Milan vincere la Supercoppa Italiana contro l'Inter nonostante il vantaggio iniziale nerazzurro firmato da Sneijder; di chi la rete del pareggio rossonero? Di Ibrahimovic, naturalmente. E poi il campionato che la Juventus di Conte sottrarrà al Milan di Allegri, ma in cui Zlatan è ancora assoluto protagonista: 28 reti e titolo di capocannoniere, non sufficiente però a regalare ai rossoneri il secondo titolo di fila. Pazienza, sarà per il prossimo anno.

Cessione e fine di tutto

E invece no. Ad inizio giugno, il Paris Saint Germain, appena acquistato dagli sceicchi, pressa il Milan per arrivare a Thiago Silva: i rossoneri sembrano cedere alle lusinghe parigine, poi Berlusconi inscena una pantomima che ancora oggi manda su tutte le furie i tifosi milanisti, perchè prima annuncia il ritiro del difensore brasiliano dal mercato, poi spedisce Galliani davanti ai microfoni a dire: "Il presidente ha fatto l'ennesimo sacrificio, ora correte ad abbonarvi». La gente ci crede e si abbona davvero, proprio mentre il duo Berlusconi-Galliani sta lavorando sottotraccia col Paris Saint Germain non solo per cedere Thiago Silva, ma per inserire nella trattativa anche Zlatan Ibrahimovic: "O vi prendete pure Ibrahimovic o non se ne fa niente». Sarà questa la frase che decreta la fine del Milan berlusconiano dopo 25 anni di trionfi. I due campioni, gli ultimi della storia rossonera, lasciano a malincuore Milano, Ibrahimovic in particolare è imbestialito con Galliani che gli aveva garantito conferma, maglia numero 10 e fascia da capitano, promesse da marinaio, il Milan inganna Ibrahimovic ed i suoi tifosi, tanto che gli avvocati della società consigliano Galliani di offrire il rimborso dell'abbonamento a chiunque lo voglia, una cosa mai vista prima, ma pienamente giustificata dalle menzogne di una dirigenza ormai alla frutta. Ibrahimovic lascia il Milan controvoglia, ma da professionista va a Parigi e vince 4 scudetti su 4 prima di raggiungere Mourinho al Manchester United; il Milan, invece, senza il suo campione si ritrova nel nulla, arranca, cambia allenatori a raffica senza ottenere granchè e non ricucendo mai uno strappo coi suoi sostenitori, sempre più disamorati, sempre più lontani da una squadra ormai mediocre ed incapace di raggiungere anche la semplice Coppa Uefa. Il record negativo di abbonamenti venduti non fa che confermare un amore incrinato fra il Milan e i suoi affezionati. Auguri Ibra, ultimo campione di un'epopea irripetibile. 

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