1 dicembre 2020
Aggiornato 09:30
Calcio

Marocchi sul Milan: "Bene la classifica, ma c'è ancora da migliorare"

Il successo rocambolesco sul Sassuolo ha evidenziato pregi e difetti di una squadra non ancora equilibrata

MILANO - E' destino che fra Milan e Sassuolo ma anche fra Milan ed Eusebio Di Francesco il 4-3 sia d'obbligo: con tale risultato, infatti, nell'ottobre del 2011 i rossoneri sconfissero il Lecce allenato allora dal tecnico abruzzese e con tale risultato il Sassuolo di Di Francesco superò nel gennaio del 2014 l'ultimo Milan di Massimiliano Allegri, esonerato proprio al termine di quella partita. Ed ora il 4-3 milanista a San Siro sui neroverdi emiliani in una gara pirotecnica, condizionata da prodezze, polemiche arbitrali, attacchi pungenti e difese allegrotte. Analizza la sfida di Milano Giancarlo Marocchi, ex calciatore di Juventus e Bologna, oggi commentatore televisivo per Sky Sport, concentrandosi in particolar modo sulla prestazione del Milan: "Guardando la classifica dei rossoneri - afferma Marocchi - c'è da sorridere perchè i punti sono tanti e la posizione è ottima. Questo è il punto di partenza, anche perchè lavorare con 10 punti accumulati nelle ultime 4 partite è più facile, ma certamente Montella deve apportare ancora parecchie modifiche all'atteggiamento della sua squadra, rendere più solida la difesa e capire chi schierare a centrocampo. Il Milan potrà lottare per l'Europa ma deve ancora migliorare".

Singoli e scacchiere tattico

Al di là del 4-3 sul Sassuolo, il Milan 2016-2017 è più organizzato e compatto degli ultimi, Montella sta lavorando bene mantenendo sempre quel profilo basso che mai negli ultimi quattro anni a Milanello avevano avuto. Inutile sbandierare lotte scudetto o inseguimenti a inarrivabili terzi posti, questo Milan vale un piazzamento Uefa (al massimo) e quello deve rincorrere. Andando sui singoli calciatori, poi, pare evidente come Montella non possa rinunciare ad Alessio Romagnoli, perchè il solo Paletta non basta a reggere una difesa ballerina con lo sconosciuto paraguayano Gustavo Gomez tutt'altro che sicuro nei suoi ruvidi interventi. Anche Niang, inspiegabilmente tenuto in panchina nel primo tempo contro il Sassuolo a beneficio del fantasma di Luiz Adriano, è elemento imprescindibile nell'undici titolare rossonero, nonostante veda poco la porta e nonostante una continuità non eccezionale, il francese coi suoi strappi e la sua velocità non può rimanere fuori. E poi c'è la questione terzini: a gennaio è necessario, assolutamente necessario, che i cinesi investano parte dei famosi 85 milioni da utilizzare nel mercato per acquistare almeno (almeno) un laterale di difesa in grado di mettere fuori lo sciagurato Abate, un calciatore impresentabile ed ormai caduto in un vortice da cui il Milan deve immediatamente dissociarsi per non compromettere le partite come stava per accadere contro il Sassuolo.