12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Calcio

Maldini chiude al Milan: "Non torno"

L'ex capitano rossonero, invocato dai tifosi per entrare a far parte della nuova dirigenza, si chiama fuori dal ristretto nomi delle grande glorie che Marco Fassone potrebbe scegliere a breve

MILANO - Nel nuovo Milan amministrato da Marco Fassone e finanziato dal gruppo cinese che ne sta rilevando le quote di maggioranza da Silvio Berlusconi ci sarà posto per un grande e glorioso ex rossonero che farà parte della società con un ruolo ancora da definire, anche a seconda del nome che verrà scelto dal prossimo amministratore delegato del club milanese. Il nome più illustre e più invocato dalla gente, Paolo Maldini, sembrava in pole position assoluta per tornare al Milan ed essere ipoteticamente "la faccia del rilancio milanista", ma con tutta probabilità non sarà così, perchè l'ex capitano, rossonero dal 1985 al 2009, ha detto a chiare lettere e con quella schiettezza che lo ha sempre contraddistinto, che non tornerà a Milanello e non entrerà a far parte del nuovo Milan.

Parole e motivi

"Sono leggermente stanco di sentire queste voci - ha detto Maldini - io mi sono fatto la mia vita ormai e non c'è niente di vero sul mio ritorno al Milan come dirigente. Il Milan resterà un grandissimo amore, non solo per me ma anche per tutta la mia famiglia». Frasi dure, chiare ed inequivocabili, nelle quali si legge anche una certa irritazione per essere stato tirato in ballo in una questione che non lo riguarda. Quel "sono leggermente stanco" in bocca ad uno solitamente riservato come Paolo Maldini si traduce come "sono veramente stufo». Maldini ha sempre tenuto spalancata la sua porta per ogni eventuale ritorno al Milan, ma ha perennemente dichiarato che sarebbe tornato solo in presenza di una proposta concreta per assumere un ruolo rilevante e in cui avesse competenze. "Non voglio tornare al Milan perchè sono Maldini, voglio tornare per dare ancora qualcosa a questi colori", aveva detto l'ex capitano rossonero un paio di mesi fa, confermando anche oggi, indirettamente, quel concetto. Maldini vorrebbe un incarico vero, un lavoro impegnativo e pratico che ne mostri non solo la faccia ma anche il talento; un ruolo di semplice rappresentanza, di collante fra squadra e società, di comunicatore per l'immagine del Milan, evidentemente non fa per lui.

E domani?

Maldini si è tirato indietro con la stessa classe con cui giocava, con la stessa eleganza di quando sgroppava sulla fascia sinistra ha detto di anteporre il bene del Milan, che lui e la sua famiglia sono e saranno sempre tifosi ma che hanno la loro vita che può essere bella anche senza far parte del Milan ufficialmente. Impossibile poi pensare ad un Paolo Maldini team manager o direttore sportivo: non ha mai fatto nè l'uno e l'altro, per primo lui stesso sa che non sarebbe il caso di intraprendere una simile carriera solo per lo sfizio di tornare al Milan. Paolo Maldini chiude la porta, per ora, lasciando sempre aperto quello spiraglio per quando un giorno la società saprà ritagliare anche per lui un ruolo vero, un ruolo che lo renda invincibile come quando correva in campo coi capelli al vento.