18 novembre 2019
Aggiornato 01:30

Raiola, Ibrahimovic e quella promessa mai mantenuta

Dal 2012 ad oggi l'entourage del campione svedese ha sempre ventilato l'ipotesi di un ritorno al Milan senza che però mai l'affare si concretizzasse. Perchè?

MILANO - Fra strette di mano, occhi strizzati, pacche sulle spalle e dichiarazioni d'amore, Zlatan Ibrahimovic è stato vicino al ritorno al Milan dopo il folle addio dell'estate 2012, ma mai così vicino dall'intavolare una trattativa vera e propria. Fin dall'autunno dello stesso 2012, infatti, Ibrahimovic ha iniziato a paventare nostalgia per Milano e per il Milan, ha continuato negli anni a parlare dei rossoneri col cuore in mano e in modo totalmente differente da quanto fatto in passato per Ajax, Juventus, Inter e soprattutto Barcellona. "Il Milan è la mia casa", diceva una volta, "Nessun club è come il Milan", sosteneva un'altra. Nel 2015, poi, il mancato rinnovo col Paris Saint Germain sembrava aver spalancato di nuovo allo svedese le porte di Milanello, poi la firma su un nuovo contratto coi parigini e la nuova illusione nel giugno di quest'anno quando Mino Raiola e Ibrahimovic hanno ripreso il filo interrotto un anno prima con dichiarazioni d'amore per i colori rossoneri e l'occhietto sempre pronto per quella maglia e quella società, nonostante problemi di natura economica ed un sacrificio monetario che l'attaccante scandinavo avrebbe dovuto scegliere per riabbracciare il Milan.

I motivi di un'illusione

La maglia numero 10 e la fascia da capitano, queste le promesse di Galliani, "vediamo, chissà", la risposta della coppia Ibrahimovic-Raiola. Poi la fine del sogno rossonero e la firma di Ibrahimovic col Manchester United, e non solo, pure le parole del super procuratore che, intascata la mega provvigione per l'affare Pogba sempre coi Red Devils, ha affermato che lui e Ibrahimovic hanno sempre lavorato per gli inglesi e che l'Italia oggi non può permettersi l'ingaggio e la bravura di Ibra. Tutto chiaro, tutto comprensibile, ma viene da chiedersi: a che pro illudere i tifosi del Milan ogni anno per poi declinare le offerte rossonere? A che pro ogni anno a giugno parlare del ritorno di Ibrahimovic a Milanello pur sapendo che l'affare non sarebbe mai andato in porto? A che pro dedicarsi a sviolinate verso il Milan, ventilando una possibile chiusura di carriera a Milano sapendo già che il futuro sarebbe stato altrove? Ibrahimovic in questa sessione di mercato era svincolato, per cui non c'era motivo di scatenare aste, si sapeva che la scelta al 90% sarebbe caduta sul Manchester United pur senza Coppa dei Campioni per gli uomini di Mourinho, non c'era bisogno di tirare ancora in ballo il nome del Milan, la squadra più amata dallo svedese ma una società che mai avrebbe potuto garantirgli quella competitività e quello stipendio che altri possono invece elargire. Raiola ha giocato troppo col Milan dispensando poi bufale come il ritorno di Balotelli: un particolare da ricordare per i futuri affari dei rossoneri col super procuratore dal cuore di pietra.