5 giugno 2020
Aggiornato 15:00
Calcio

Totti: "Il Milan mi voleva ad ogni costo, fu difficile rifiutare"

Il capitano della Roma svela un retroscena sconvolgente che avrebbe potuto cambiare il corso della sua carriera e delle due società coinvolte

ROMA - Totti è Roma, Totti è la Roma. A quasi quarant'anni il capitano giallorosso è ancora il simbolo di una squadra e di una tifoseria intera, eppure la sua strada sarebbe potuta essere lontana dalla capitale se solo avesse voluto. Già, perchè non solo nell'autunno del 1996 l'argentino Carlos Bianchi, allora tecnico della Roma, chiese al presidente giallorosso Franco Sensi di cedere Francesco Totti alla Sampdoria per ingaggiare il finlandese dell'Ajax Litmanen, ma ancora prima era successo qualcos'altro e a rivelarlo è lo stesso Totti: "Quando avevo 13 anni - racconta il numero 10 della Roma - alcuni dirigenti del Milan vennero a casa mia, volevano portarmi a Milano a tutti i costi, io ero molto tentato, c'erano in ballo tanti soldi per me e per la mia famiglia, ma mia mamma disse no, si oppose con forza, il Milan insistette ma niente, non ci fu verso». Impossibile non pensare a cosa sarebbe accaduto se la signora Fiorella non avesse fatto muro così pesantemente, cosa sarebbe cambiato per il Milan e per la Roma, ma viene da pensare anche un'altra cosa: c'era un tempo in cui la dirigenza del Milan era talmente lungimirante da saper scovare un campioncino di soli 13 anni e tentare ad ogni costo di portarselo a casa. Oggi invece i giovanotti che pesca il Milan sono Rodrigo Ely e Vergara, due goffi individui non meglio identificati, e per un Donnarumma che esplode come piccolo prodigio ci sono decine e decine di calciatori provenienti dal settore giovanile rossonero che al massimo disputano discrete carriere in serie B. Anche per questo, ad oggi il Milan è quello che è. 

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