5 giugno 2020
Aggiornato 15:00
Calcio

Pjaca-Benatia: così il Milan si inchina alla Juventus

I due ex obiettivi rossoneri scelgono i campioni d’Italia rifilando una tremenda mazzata sul morale di un club ormai nello scoramento più totale

MILANO - Al Milan non ci sono né certezze e né obiettivi, c’è un allenatore scelto con colpevole ritardo, non c’è una squadra e tantomeno una società. C’è Adriano Galliani che tenta di fare il mercato ma si ferma alle chiacchiere perché poi il Milan non può che fare offerte per il futuro perché al momento soldi liquidi non ne ha; degli assegni postdatati nessuno sa che farsene, eppure il Milan continua a farneticare su ipotetici acquisti e rilanci in grande stile, poi l’unico ad arrivare è stato Lapadula, fresco di promozione in serie A col Pescara e capocannoniere dell’ultimo campionato di serie B. Per il resto, il nulla più totale.

Milan? No grazie

Le ultime picconate sul morale già abbattuto dei tifosi milanisti, le hanno poi sferzate Marko Pjaca e Mehdi Benatia, a lungo inseguiti dai rossoneri e finiti poi invece alla Juventus, pronti ad inseguire con Allegri il sesto scudetto consecutivo e dar l’assalto alla Coppa dei Campioni. Il talento croato della Dinamo Zagabria sembrava ad un passo dal Milan, ma Galliani si è fermato agli ottimi rapporti col procuratore del calciatore, mentre Marotta, in molto meno tempo, ha formulato un’offerta concreta convincendo Pjaca e Dinamo Zagabria a scegliere la soluzione juventina. Mehdi Benatia, invece, sarebbe stato proprio ciò che al Milan serviva: un difensore fisicamente prestante, destro di piede (perfetto per far coppia col mancino Romagnoli), abile sulle palle alte, carismatico e pericoloso anche in zona gol; ma anche in questo caso la Juventus ha fatto prima, potendo contare sulla solidità societaria e su un progetto tecnico inarrivabile per lo sgangherato Milan, perché oggi nessun calciatore preferirebbe i rossoneri alla potenza juventina, nemmeno un classe 1995 come Pjaca che sa benissimo come a Milano avrebbe avuto il posto da titolare garantito, mentre a Torino dovrà lottare e sgomitare per giocarsi una maglia. Ma il fascino e la sicurezza di un club come la Juventus sono oggi troppo superiori ad un Milan a cui il vecchio e polveroso blasone dei tempi che furono non basta più. Musacchio, Sosa, Mati Fernandez e Gomez contro Dani Alves, Pjanic, Benatia e Pjaca: a volte bastano i nomi a far capire le differenze.

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