19 marzo 2019
Aggiornato 22:30

La Juve all’assalto di De Sciglio. Il Milan farebbe bene a venderlo?

I campioni d’Italia tornano alla carica per il terzino rossonero, valutato 10 milioni da Galliani. La cessione sembrava un affare, ma le buone prestazioni del calciatore agli Europei stanno alimentando i dubbi in casa milanista

MILANO - La trattativa per la cessione del 70 o 80% delle quote societarie prosegue, seppur a rilento, la situazione legata al nuovo allenatore sembra ad una svolta con l’arrivo in rossonero di Vincenzo Montella, insomma al Milan un minimo di luce torna a vedersi. Ma il calciomercato è ancora in alto mare, Adriano Galliani è in forte, fortissimo ritardo rispetto alle altre formazioni di serie A, un ritardo aggravato anche dal pessimo punto di partenza dei rossoneri, settimi nell’ultimo campionato e assenti dall’Europa da ormai tre stagioni. L’arrivo di Gianluca Lapadula, capocannoniere della serie B da poco conclusa, oltre 50 reti negli ultimi due anni, non può ovviamente bastare per rifondare e rimettere in sesto un organico alquanto modesto; senza il danaro fresco proveniente dalla Cina, inoltre, il Milan è costretto a vendere qualcuno per poi reinvestire i soldi in nuovi acquisti. Considerati incedibili Donnarumma, Romagnoli e Bonaventura, da Bacca a Niang, da Honda a De Sciglio, tutti appaiono sacrificabili.

Rischio

Già, De Sciglio. Il terzino rossonero nelle ultime tre stagioni è stato disastroso, spesso il peggiore in campo, spesso fischiato dall’esasperato pubblico di San Siro. Inconcludente in attacco, pasticcione in difesa, Mattia De Sciglio appariva svagato e nervoso, toccando l’apice nella gara del 2015 a Napoli, espulso dopo neanche due minuti di gioco per un bislacco ed inutile fallo. I primi abboccamenti della Juventus e il pressing di Massimiliano Allegri, ovvero il tecnico che ha lanciato De Sciglio in serie A, sembravano una manna dal cielo per un Milan quasi incredulo. «8 milioni per De Sciglio? Subito»- esclamavano gli stessi tifosi rossoneri, stufi di vedere in campo un calciatore pessimo, contenti se lo stesso calciatore fosse stato ceduto per una cifra tutto sommato consistente. La finale di Coppa Italia contro la Juventus e le prime quattro partite degli Europei in Francia, però, hanno ribaltato la situazione, perché De Sciglio sembra rivitalizzato e, pur continuando a non essere né Tassotti e né Maldini, appare trasformato rispetto al passato: è grintoso, attento, lotta e sgomita, Antonio Conte lo considera un titolare e la Juventus si è rifatta sotto per portare il terzino del Milan a Torino e a giocarsi il posto con Evra ed Alex Sandro a sinistra, con Lichtsteiner e Dani Alves a destra. Stando a quanto affermato dalla redazione sportiva di Mediaset e da Sportitalia, Galliani chiede 10 milioni per De Sciglio, la Juve continua ad offrirne 8, una distanza colmabile se le parti avessero entrambe intenzione di chiudere l’affare.

Deja vù

Ma è proprio questo il nocciolo della questione: al Milan cosa conviene fare? 10 milioni sono tanti per un terzino e De Sciglio è assolutamente sacrificabile se resta quello degli ultimi tre anni, ma se dovesse essersi sbloccato grazie alla cura Conte, cosa accadrebbe? Accadrebbe che il Milan si sarebbe indebolito (considerando anche che di terzini buoni ce ne sono pochi in giro per il mondo e, Vrsaljko docet, costano tanto) e la Juve rinforzata ancora di più; sarebbe un po’ come rivedere il film andato in onda a partire dal dicembre del 1997 con Edgar Davids scartato dai rossoneri e rinato a Torino diventando uno dei pilastri della Juve di Lippi. Il Milan attende il nuovo allenatore per pianificare quella che dovrà essere la stagione del rilancio e capendo anche quali degli attuali calciatori della rosa milanista potranno ancora essere utili e contribuire alla causa rossonera: il nome di Mattia De Sciglio, alla voce dubbi, è diventato improvvisamente il primo della lista.