1 ottobre 2020
Aggiornato 18:00
Calcio

Condò: “Bonaventura non è Maradona”

Il giornalista della Gazzetta dello Sport evidenzia le carenze di un Milan che sta faticosamente difendendo il sesto posto in campionato

MILANO - Dello 0-0 in casa del Chievo hanno parlato tutti male, ma analizzando la classifica il pareggio del Bentegodi ha permesso al Milan di guadagnare un punto sul Sassuolo portando il suo vantaggio a 4 lunghezze rispetto agli emiliani. Il sesto posto è l’unico obiettivo percorribile in un campionato che vede Juventus, Napoli, Roma, Fiorentina ed Inter nettamente superiori ai rossoneri che devono giocarsi l’ultima posizione che porta in Uefa col citato Sassuolo e con la Lazio; la situazione, del resto, è assai chiara: la rosa milanista non è competitiva, c’è poco da illudersi. Lo sa anche Paolo Condò, storico giornalista della Gazzetta dello Sport ed ora anche apprezzato opinionista televisivo per Sky Sport: «Il Milan ha fatto bene per due mesi, ma ha fatto il massimo - sostiene il cronista - spremendo calciatori come Bonaventura che oggi, logicamente, sono calati di intensità e non ce la fanno più, né fisicamente e né caratterialmente, a trascinare il Milan. Bonaventura, ad esempio, contro il Chievo ha tirato una punizione da fermo come usava fare Maradona che era però Maradona, mentre Bonaventura è Bonaventura». Giacomo Bonaventura è certamente un ottimo calciatore, duttile, bravo tecnicamente, con anche una discreta qualità tecnica e un carattere adatto a certi palcoscenici, ma se è l’ex atalantino il faro del Milan, allora c’è da preoccuparsi. E infatti tutti i milanisti (tranne Berlusconi) si preoccupano.