13 novembre 2019
Aggiornato 02:30

Di Rocco: «Al ciclismo nel 2015 dò un 7+»

Per il presidente della Federciclismo l'obiettivo ora sono le Olimpiadi di Rio: «Mi aspetto molto dal ciclismo, molto più di quello che è successo a Londra. Mi sembra che ci siano legittime ambizioni per preparare con ottimismo la trasferta in Brasile».

ROMA - «Il ciclismo italiano esce da anni difficili e travagliati, rigenerato e rinvigorito. Sembra ieri che eravamo attraversati da un ciclone per gli scandali del doping, una parola che cerco di evitare perché non ne possiamo più». Parola del presidente della federciclismo Renato di Rocco che ha parlato a Milano nel corso del tradizionale «Giro d'onore» che chiude l'anno. «Al ciclismo nel 2015 dò un 7+, per numero e qualità delle medaglie. Oggi siamo indicati come modello per i metodi e gli strumenti messi in campo. Non abbassiamo la guardia, ma siamo orgogliosi di poterci presentare dovunque a testa alta».

Malagò: Faccio i complimenti a Di Rocco
Sull'argomento si è espresso anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò. «Penso che il peggio sia passato, la bufera é alle spalle. Faccio i complimenti a Di Rocco. So lo sforzo che ha fatto sotto il profilo della sostanza e della comunicazione. I media non facciano sconti né regali, ma al tempo stesso non siano prevenuti». L'obiettivo ora sono le Olimpiadi di Rio: «Mi aspetto molto dal ciclismo, molto più di quello che è successo a Londra. Mi sembra che ci siano legittime ambizioni per preparare con ottimismo la trasferta in Brasile». Punte di diamante del ciclismo su strada saranno Aru e Nibali. Il ct azzurro, Davide Cassani, è convinto che «uniranno le forze perché questa Olimpiade é un'occasione importante per loro. L'11 gennaio andremo a Rio con Malori, Aru e Nibali per vedere il percorso, che è davvero impegnativo e quindi si adatta a Nibali e Aru».